Associazione culturale Tectiana,   ricerche storiche  per  un contributo alla memoria della Valdera e per la valorizzazione dei beni culturali   

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Antropizzazione del "Poggio di Nova" Peccioli
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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RACCOLTA DI NOTIZIE EDITE E INEDITE SULL’ANTROPIZZAZIONE DEL POGGIO DI NOVA, PECCIOLI

 

 

PARTE PRIMA

 

 

IPOTESI, ORIGINI, TOPONIMI, PROPRIETA’

 

 

Premessa

La ricerca si propone di identificare cronologicamente le proprietà  e le produzioni  nel territorio oggi denominato “ il poggio” dal XVI secolo fino ai giorni nostri. La zona  si trova al centro di intersezione di alcune antiche strade “maestre” in quanto conducevano dal castello di Peccioli alla pianura Pisana attraversando con diversi guadi  sia il fiume Roglio che il  fiume Era[1]. Nel periodo antecedente a quello preso qui in considerazione si possono fare alcune ipotetiche considerazioni. Il Poggio è la prima elevazione naturale rivolta verso nord  per questo motivo era sicuramente molto importante dal punto di vista strategico militare[2] , è quindi plausibile che nel punto più alto vi sia stata anticamente una struttura turrita, la quale andrebbe localizzata nella zona dove attualmente vi sono alcuni poderi di proprietà privata[3].

Il fatto che alcuni terreni appartenessero ai signori Lambardi  di Peccioli fin dopo il 1500 rafforza l’importanza di tale ipotesi, in quanto i Lambardi risultano possessori della Castellaccia in un periodo sicuramente anteriore anteriore al 1500 e presumibilmente  la loro proprietà arriva almeno dal periodo bassomedievale[4], caratterizzato da frequenti lotte con ovvia necessità di controllo del territorio. Si potrebbe supporre anzi che la proprietà del poggio sia connessa direttamente con tale necessità.

Le antiche strutture militari decadute prima del a cavallo del 1500 potrebbero essere state trasformate in stalle, cantine, oppure potrebbero essere servite da risorsa di materiale edile per nuove costruzioni attigue.

Anche l’esistenza di un’altra torre, che era localizzata nel piano di Catignano    e comprovata da fonti d’archivio (vedi “ www.isbrigatodapeccioli.it “ “il pian di Catignano alle origini della comunità )[5] potrebbe aver fatto parte di un sistema di capisaldi a difesa del territorio circostante il Castello di Peccioli.

Queste ipotesi potrebbero trovare ulteriori conferme da una ricerca d’archivio mirata , e da una indagine archeologica di superficie, nonché da una osservazione attenta delle tipologie architettoniche del costruito.

 

Alcune considerazioni si possono fare sul toponimo attuale, “poggio Cosmiano”,  parere nostro è che non sia da scartare l’ipotetica derivazione dal Santo Cosma, il quale culto è antichissimo (dai primi secoli del cristianesimo). Il toponimo non si è trovato negli estimi antecedenti il catasto Leopoldino il quale avrebbe testimoniato l’ipotetica presenza di una cappella dedicata al culto medesimo prima del 1800. E’ comunque vero che gli ottocenteschi proprietari vi abbiano costruito una cappella privata dedicata a quel Santo.  La nostra ipotesi sull’origine del toponimo verte invece sull’attribuzione del nome del fondatore della villa al luogo stesso, e anche alla dedicazione scelta per la cappella privata.  Cosmiano o Cosimiano  deriverebbe dal primo Antinori che abitò la villa  ossia  il sig. cav.Cosimo d’Amerigo Antinori del marchese Gaetano Antinori.

L’ipotesi trova una conferma nel fatto che nelle campagne toscane vi sono numerosi casi simili, molti luoghi appartenuti a Cosimo I de Medici  per esempio mantengono nel toponimo la parola “Cosmiano”[6] anche se non  vi sono cappelle o chiese dedicate a S. Cosma e Damiano.

 

Il territorio circostante risulta essere sfruttato in modo intensivo fin da prima del 1500[7]. Già negli estimi  del XVI secolo si nota una pressoché totale parcellizzazione in tutta la pianura intorno al poggio con proprietà fondiare di tutte le principali famiglie Pisane e Fiorentine, le quali avevano poi anche proprietà nel castello di Peccioli. Il tradizionale disinteresse della repubblica Pisana[8] nei confronti della produzione agricola  sembra non trasparire in questo territorio, il quale era intensamente sfruttato anche nei secoli del basso medioevo (si veda in proposito le proprietà degli enti religiosi  quali i frati della certosa di calci, i monaci di Carigi ecc in “ www.isbrigatodapeccioli.it “ “il pian di Catignano alle origini della comunità) . Sicuramente i Fiorentini dopo il 1406 e dopo il lungo assedio del Castello di Peccioli trovarono un territorio agricolo gia organizzato rispetto ad altre zone della valdera.[9]

 

 

 

Carta del territorio intorno al poggio di Nova, metà del XVIII secolo (carte fiumi e fossi ASP)

 

 

 

 

Estratto di mappa catastale Lorenese sezione B detta del Poggio, 1830

 

 

 

 

EVOLUZIONE CRONOLOGICA DEI POSSEDIMENTI NEL

“POGGIO DI NOVA”

 

 

 

A.S.P. Fiumi e Fossi n.2150 - Estimi dal 1560 al 1622  pg.145/v

1)      Una casa per lavoratore con ulivi 60, prodate poste in l.d. al Poggio di nuova attuale podere del Poggio.

Il Podere era al 1560 di proprietà del sig. Piero di Giovanni di Pellegrino Lambardi , nobili pisani e confinava 1)-2)-3) via, 4) Niccolo di Diotaiuti da Cascina sabita in Peccioli . Successivamente e presumibilmente a seguito della medesima vendita della Castellaccia(si veda pg. 31 e seguenti del libro di F.Trombi Il castello di Peccioli e il suo territorio nei secoli XIV-XVI – collana quaderni pecciolesi), il bene fu venduto agli Upezzinghi di Pisa .

 

2)      Non abbiamo notizie tra i beni Lambardi del podere di Nuova, anche se è censito con il medesimo toponimo “un pezzo di terra vignata posta in l.d. a nuova “ . Potrebbe essere verosimile che il podere di Nuova sia stato successivamente edificato dagli Upezzinghi .

 

3)      Interessanti poi i possessi dei Lambardi  a “Bandonica”, “Paradiso”(ad ovest convento frati Cappuccini),” “Fonte Pauli”, ”Vallicava”(Vallecava). In alcune di queste zone sono attualmente presenti terreni oggi di proprietà Malavasi ex Antinori-Aldobrandini).

 

 

A.S.P.Fiumi e Fossi n. 2657- Estimi dal 1622 al 1690 pg.3/r

1)        Una casa per uso del lavoratore del podere di Poggio Novo con colombaia et tutte sue stanze et appartenenze in l.d. Poggio Novo attuale podere del Poggio .

Il Podere era al 1622 di proprietà del Cav.Franscesco e Fratelli di Flaminio Upezzinghi , nobili pisani e confinava con sui beni . Successivamente passato al sig. Giovan Filippo Carlo Antonio e Giuseppe Giulio di Alessandro di Donato Garzella .

 

2)        Una casa per uso del lavoratore del podere di Nuova con colombaia et tutte sue stanze et appartenenze in l.d. a Nuova attuale podere di Nuova.

Il Podere era al 1622 di proprietà del Cav.Franscesco e Fratelli di Flaminio Upezzinghi , nobili pisani e confinava 1) via vicinale,2)-3)-4) beni Upezzinghi . Il podere lo troviamo per la prima volta negli estimi medicei; è probabile che sia stato fatto edificare dagli stessi Upezzinghi. Successivamente passato al sig. Giovan Filippo Carlo Antonio e Giuseppe Giulio di Alessandro di Donato Garzella .

 

3)        Interessanti poi i possessi degli Upezzinghi a “sotto il poggio Novo di verso Bandonica”, “Paradiso”(ad ovest convento frati cappuccini),”al Bacchino”,”Il giardino in Fonte Pauli”,”Valicava”(Vallecava). In alcune di queste zone sono attualmente presenti terreni oggi di proprietà Malavasi ex Antinori-Aldobrandini).

 

 

A.S.P.Fiumi e Fossi n.2659 - Estimi dal 1690 al 1804 circa  pg.610/v

 

1)        una casa per uso del lavoratore del Podere del Poggio di Nuova con Colombaia e tutte le sue stanze et appartenenze l.d. Poggio Nuovo attuale podere del Poggio presente nel catasto lorenese del 1830 . Il Podere a fine ‘700 era di proprietà del sig. Agabito del fu Jacopo Casanuova, nobile pisano per eredità dal padre Lorenzo Casanova(18/07/1787) e confinava con sui beni(ex Upezzinghi, ex Garzella) . Successivamente in data 30/09/1802 sempre per eredità il podere lo troviamo intestato al sig. Fortunio di Antonio del cav Lorenzo del Cornetta Francesco di Lorenzo Casanova .

 

2)        Una casa per uso del lavoratore del Podere di Casanuova con colombaia e tutte le sue stanze in l.d. Nuova attuale podere di Nuova presente nel catasto lorenese del 1830 . Il Podere a fine ‘700 era di proprietà del sig. Agabito del fu Jacopo Casanuova, nobile pisano per eredità dal padre Lorenzo Casanova(18/07/1787) e confinava con 1) Via vicinale 2) sui beni(ex Upezzinghi, ex Garzella) . Successivamente in data 30/09/1802 sempre per eredità il podere lo troviamo intestato al sig. Fortunio di Antonio del cav Lorenzo del Cornetta Francesco di Lorenzo Casanova .

 

In particolare è da evidenziare la distinzione tra “Poggio Novo” ossia la zona del Podere detto del Poggio ed il toponimo “a Nuova” ossia la zona intorno al podere di Nuova.

 

 

A.S.P. Catasto Lorenese del 1830 – mappe catastali e Tavola dei proprietari

 

La zona in oggetto ricade all’interno della Sezione B detta “del Poggio di Peccioli”

 

1) Particella n. 14 accatastata come casa, corrisponde al “podere il Poggio” di proprietà del sig.Antonori cav. Cosimo d’Amerigo , di 790 braccia quadre(Bq) .

Annesse al podere erano censite le seguenti particelle:

-         n.12 terreno a pastura(pascolo)di 1033Bq.;

-         n.13 Loggia di 126 Bq.;

-         n.15 terreno sodo di 5807 Bq.;

-         n.16 Capanna di 250Bq.;

-         n.17 terreno lavorativo vitato olivato di 16260 Bq.;

-         n.18 terreno lavorativo vitato olivato di 9687 Bq.;

-         n.19 terreno lavorativo vitato olivato di 15614 Bq.;

-         n.20 terreno lavorativo vitato olivato di 13093 Bq.;

-         n.21 terreno lavorativo vitato olivato di 8660 Bq.;

 

2) Particella n. 27 accatastata come casa, corrisponde al “podere di Nuova” di proprietà della sig.ra Pini Albiani Isabella d’Antonio , di 357 Bq .

Annesse al podere erano censite le seguenti particelle:

-         n.23 terreno lavorativo vitato olivato di 4140 Bq.;

-         n.24 terreno sodo di 3705 Bq.;

-         n.25 Capanna di 225 Bq.;

-         n.26 Forno di 24 Bq.;

-         n.28 terreno lavorativo vitato  di 52655 Bq.;

-         n.29 viottola di 2800 Bq.;

-         n.30 terreno lavorativo vitato  di 42290 Bq.;

 

La verifica andrebbe perfezionata osservando tutte le volture catastali e i relativi cartoncini del catasto Lorenese

 

Beni in Peccioli della famiglia Antinori poi Aldobrandini

 

 

A.S.P. Fiumi e Fossi n.2657 – Estimi dal 1622 al 1690 pg.259/r  e pg. 282/v

 

1)        una casa con tutte le sue stanze e appartenenze posta nel castello di Peccioli Terziere di San Jacopo l.d. Carraia o vero a Bastioni attuale isolato a nord della Villa ex Doufur-Berte di Via Carraia. La casa al 1622 era di proprietà del sig. Camillo di Jacopo Pitti-Gaddi,nobile fiorentino e confinava 1)-2)-3)Via Maestra,4) Sforzo Almeni. Non è specificato all’interno della filza, quali siano stati i successivi proprietari.

 

2)        una casa con bottega appigionata con sue appartenenze posta nel castello di Peccioli Terziere di San Jacopo l.d. Carraia, attuale edificio d’angolo tra Via Carraia e Piazza Domenico da Peccioli. La casa al 1622 era di proprietà del sig. Cosimo di Jacopo Pitti-Gaddi, nobile fiorentino e confinava 1)-2)Via Maestra,3) Francesco di Bernardino(Barbieri)4) Jacopo di Bernardino (Barbieri),5) Panmoli Francesco. Successivamente il bene lo troviamo tra le proprietà dei figli Jacopo, Sinibaldo, Pieroantonio et Francesco di Cosimo di Jacopo Pitti-Gaddi e ancora dopo dei sig.ri Cosimo e Raimondo di Pieronatonio di Cosimo di Jacopo Pitti-Gaddi.

 

3)        una casa con sue stanze et apparteneze nel castello di Peccioli Terziere di Sant'Andrea l.d. il paesello localizzato sul retro del Palazzo Palmerini e confinante con 1)-2) via maestra,3)Palmerini Vincenzo,4) Pitti-Gaddi Cammillo(fratello). Successivamente il bene lo troviamo tra le proprietà dei figli Jacopo, Sinibaldo,Pieroantonio et Francesco di Cosimo di Jacopo Pitti-Gaddi e ancora dopo dei sig.ri Cosimo e Raimondo di Pieronatonio di Cosimo di Jacopo Pitti-Gaddi.

 

A.S.P. Fiumi e Fossi n.2658 – Estimi dal 1690 al 1804 circa pg.313/v-310/r

 

1)        casa con tutte le sue stanze e appartenenze l.d. a bastioni lungo le mura , attualmente è sul retro del Palazzo Pretorio e prospetta su vicolo Pitti-Via dei Bastioni . La casa al 1690 era di proprietà del sig. cav.Cosimo di Pier Antonio Pitti, nobile fiorentino e confinava 1)-2)Via Maestra, 3) chiassetto vicinale, 4)Palazzo della Podesteria, 5)Catignani Francesco. In data 14/02/1713 il bene risulta in eredità ai figli  Pier Antonio e Raimondo di Cosimo Pitti-Gaddi. In data 05/02/1739 il bene risulta in eredità al nipote di Pier Antonio, Pier Antonio di Cosimo di Pier Antonio Pitti-Gaddi.  In data 17/01/1746 il bene risulta intestato al figlio di quest’ultimo Pier Antonio, Cosimo di Pier Antonio di Cosimo Pitti-Gaddi . In data 20/04/1776 il bene risulta della figlia di Cosimo, Anna del cav.Cosimo di Pier Antonio Pitti Gaddi che presumibilmente la porta in dote al cav Federico del cav Albizzo Lanfranchi Rossi. Da questa data il bene lo troviamo tra le proprietà Lanfranchi-Rossi.

 

2)        una casa con sue stanze et appartenenze nel castello di Peccioli Terziere di Sant'Andrea l.d. il paesello localizzato sul retro del Palazzo Palmerini e confinante con 1)-2) via maestra, 3)Palmerini Vincenzo,4) Pitti-Gaddi. Il bene in oggetto è il quello che al 1622 risultava di proprietà del sig. Cammillo Pitti-Gaddi. E’ probabile che sia stato ereditato o venduto al ramo discendente di Cosimo Pitti-Gaddi. Successivamente le proprietà seguono quelle del punto 1) .

 

3)        una casa con tutte le sue stanze e appartenenze posta nel castello di Peccioli Terziere di San Jacopo l.d. Carraia o vero a Bastioni attuale isolato a nord della Villa ex Doufur-Berte di Via Carraia. La casa al 1690 era di proprietà del sig. Camillo di Jacopo Pitti-Gaddi (dovrebbe essere Camillo di Jacopo di Camillo Pitti-Gaddi questo ultimo proprietario al 1622),nobile fiorentino e confinava 1)-2)-3)Via Maestra,4) Sforzo Almeni. In data 22/12/1694 il bene risulta in eredità al fratello Piero di Iacopo Gaddi fratello di Cammillo(1690). In data 06/02/1709 il bene risulta intestato ai figli , Sinibaldo,canonico Fra Scipione,Giuseppe e Niccolò di Piero Gaddi . .In data 12/08/1758 il bene risulta della figlia di Giuseppe, Maria Gaetana Lisabetta Pitti Gaddi moglie di Gaetano Antinori cui presumibilmente porta in dote l’edificio.. In data 01/05/1784 il bene risulta intestato al sig. cav.Amerigo Antinori del marchese Gaetano Antinori (unico erede).

 

4)         una casa con colombaia e sue appatenenze uso dell'ortolano l.d. Orto de Pitti . L’edificio era localizzato dove ora ha sede la Banca Toscana, e fu demolito negli anni 70. Confinava 1) via maestra, 2)-3) orto,4) Lanfranchi Curzio. . La casa al 1690 era di proprietà del sig. Camillo di Jacopo Pitti-Gaddi(dovrebbe essere Camillo di Jacopo di Camillo Pitti-Gaddi questo ultimo proprietario al 1622),nobile fiorentino e confinava 1)-2)-3)Via Maestra,4) Sforzo Almeni. In data 22/12/1694 il bene risulta in eredità al fratello Piero di Iacopo Gaddi fratello di Cammillo(1690). In data 06/02/1709 il bene risulta intestato ai figli , Sinibaldo,canonico Fra Scipione,Giuseppe e Niccolò di Piero Gaddi . .In data 12/08/1758 il bene risulta della figlia di Giuseppe, Maria Gaetana Lisabetta Pitti Gaddi moglie di Gaetano Antinori cui presumibilmente porta in dote l’edificio.. In data 01/05/1784 il bene risulta intestato al sig. cav.Amerigo Antinori del marchese Gaetano Antinori (unico erede).

 

A.S.P. Catasto Lorenese del 1830 – mappe catastali e Tavola dei proprietari

 

1)      Particella n. 124 della sezione del Centro Storico di Peccioli, corrispondente all’edificio  del 1690 in cui era descritta alla una casa con tutte le sue stanze e appartenenze posta nel castello di Peccioli Terziere di San Jacopo l.d. Carraia o vero a Bastioni casa con tutte le sue stanze e appartenenze l.d. a bastioni lungo le mura , attuale isolato a nord della Villa ex Doufur-Berte di Via Carraia. La casa al 1830 risultava di proprietà del sig. cav .Cosimo d’Amerigo Antinori del marchese Gaetano Antinori.

 

2)      Particella n. 116 della sezione del Centro Storico di Peccioli, corrispondente all’edificio  del 1690 in cui era descritta una casa con sue stanze et apparteneze nel castello di Peccioli Terziere di Sant'Andrea l.d. il paesello, localizzato sul retro del Palazzo Palmerini . La casa attuale isolato a nord della Villa ex Doufur-Berte di Via Carraia. La casa al 1830 risultava di proprietà del sig. cav.Cosimo d’Amerigo Antinori del marchese Gaetano Antinori.

 

E’interessante notare che le Particelle n. 118(I°,II°,III°), 122 e 123 della sezione del Centro Storico di Peccioli, corrispondente all’edificio del 1690 in cui era descritta casa con tutte le sue stanze e appartenenze l.d. a bastioni lungo le mura (localizzato sul retro del Palazzo Pretorio e prospettava su vicolo Pitti e su Via dei Bastioni), al 1830 risultava intestato ad altri proprietari, tra cui il sig. Puccio Raimondo di Fortunio Casanova(per le particelle 122 e 123).

Potrebbe quindi esserci stata una vendita o una permuta per acquistare il podere ed  i terreni del Poggio di Nuova ,che come abbiamo visto al 1830 risultavano già di proprietà della famiglia Antinori.---

 

 

Mauro Montagnani

 

  

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