RACCOLTA
DI NOTIZIE EDITE E INEDITE SULL’ANTROPIZZAZIONE DEL POGGIO DI
NOVA, PECCIOLI
PARTE
PRIMA
IPOTESI,
ORIGINI, TOPONIMI, PROPRIETA’
Premessa
La ricerca si propone di identificare
cronologicamente le proprietà
e le produzioni nel territorio oggi denominato “ il poggio” dal XVI
secolo fino ai giorni nostri. La zona
si trova al centro di intersezione di alcune antiche
strade “maestre” in quanto conducevano dal castello di
Peccioli alla pianura Pisana attraversando con diversi guadi
sia il fiume Roglio che il
fiume Era.
Nel periodo antecedente a quello preso qui in considerazione si
possono fare alcune ipotetiche considerazioni. Il Poggio è la
prima elevazione naturale rivolta verso nord
per questo motivo era sicuramente molto importante dal
punto di vista strategico militare
, è quindi plausibile che nel punto più alto vi sia stata
anticamente una struttura turrita, la quale andrebbe localizzata
nella zona dove attualmente vi sono alcuni poderi di proprietà
privata.
Il fatto che alcuni terreni
appartenessero ai signori Lambardi
di Peccioli fin dopo il 1500 rafforza l’importanza di
tale ipotesi, in quanto i Lambardi risultano possessori della
Castellaccia in un periodo sicuramente anteriore anteriore al
1500 e presumibilmente la
loro proprietà arriva almeno dal periodo bassomedievale,
caratterizzato da frequenti lotte con ovvia necessità di
controllo del territorio. Si potrebbe supporre anzi che la
proprietà del poggio sia connessa direttamente con tale
necessità.
Le antiche strutture militari decadute
prima del a cavallo del 1500 potrebbero essere state trasformate
in stalle, cantine, oppure potrebbero essere servite da risorsa
di materiale edile per nuove costruzioni attigue.
Anche l’esistenza di un’altra torre, che era localizzata nel piano di
Catignano e comprovata da fonti d’archivio (vedi “ www.isbrigatodapeccioli.it
“ “il pian di Catignano alle origini della comunità )
potrebbe aver fatto parte di un sistema di capisaldi a difesa
del territorio circostante il Castello di Peccioli.
Queste ipotesi potrebbero trovare
ulteriori conferme da una ricerca d’archivio mirata , e da una
indagine archeologica di superficie, nonché da una osservazione
attenta delle tipologie architettoniche del costruito.
Alcune considerazioni si possono fare sul toponimo attuale, “poggio
Cosmiano”, parere
nostro è che non sia da scartare l’ipotetica derivazione dal
Santo Cosma, il quale culto è antichissimo (dai primi secoli
del cristianesimo). Il toponimo non si è trovato negli estimi
antecedenti il catasto Leopoldino il quale avrebbe testimoniato
l’ipotetica presenza di una cappella dedicata al culto
medesimo prima del 1800. E’ comunque vero che gli
ottocenteschi proprietari vi abbiano costruito una cappella
privata dedicata a quel Santo.
La nostra ipotesi sull’origine del toponimo verte
invece sull’attribuzione del nome del fondatore della villa al
luogo stesso, e anche alla dedicazione scelta per la cappella
privata. Cosmiano o
Cosimiano deriverebbe
dal primo Antinori che abitò la villa
ossia il sig.
cav.Cosimo d’Amerigo Antinori del marchese Gaetano Antinori.
L’ipotesi trova una conferma nel fatto
che nelle campagne toscane vi sono numerosi casi simili, molti
luoghi appartenuti a Cosimo I de Medici
per esempio mantengono nel toponimo la parola “Cosmiano” anche se non
vi sono cappelle o chiese dedicate a S. Cosma e Damiano.
Il territorio circostante risulta essere
sfruttato in modo intensivo fin da prima del 1500. Già negli estimi
del XVI secolo si nota una pressoché totale
parcellizzazione in tutta la pianura intorno al poggio con
proprietà fondiare di tutte le principali famiglie Pisane e
Fiorentine, le quali avevano poi anche proprietà nel castello
di Peccioli. Il tradizionale disinteresse della repubblica
Pisana
nei confronti della produzione agricola
sembra non trasparire in questo territorio, il quale era
intensamente sfruttato anche nei secoli del basso medioevo (si
veda in proposito le proprietà degli enti religiosi
quali i frati della certosa di calci, i monaci di Carigi
ecc in “ www.isbrigatodapeccioli.it
“ “il pian di Catignano alle origini della comunità) .
Sicuramente i Fiorentini dopo il 1406 e dopo il lungo assedio
del Castello di Peccioli trovarono un territorio agricolo gia
organizzato rispetto ad altre zone della valdera.
Carta
del territorio intorno al poggio di Nova, metà del XVIII secolo
(carte fiumi e fossi ASP)
Estratto
di mappa catastale Lorenese sezione B detta del Poggio, 1830
EVOLUZIONE CRONOLOGICA
DEI POSSEDIMENTI NEL
“POGGIO DI NOVA”
A.S.P.
Fiumi e Fossi n.2150 - Estimi dal 1560 al 1622
pg.145/v
1)
Una casa per lavoratore con ulivi 60, prodate poste in
l.d. al Poggio di nuova attuale podere del Poggio.
Il
Podere era al 1560 di proprietà del sig. Piero di Giovanni di Pellegrino Lambardi ,
nobili pisani e confinava 1)-2)-3) via, 4) Niccolo di
Diotaiuti da Cascina sabita in Peccioli . Successivamente e
presumibilmente a seguito della medesima vendita della
Castellaccia(si veda pg.
31 e seguenti del libro di F.Trombi Il castello di Peccioli e il
suo territorio nei secoli XIV-XVI – collana quaderni
pecciolesi), il bene fu venduto agli Upezzinghi di Pisa .
2)
Non abbiamo notizie tra i
beni Lambardi del podere di Nuova, anche se è censito con il
medesimo toponimo
“un pezzo di terra vignata posta in l.d. a nuova “ .
Potrebbe essere verosimile che il podere di Nuova sia stato
successivamente edificato dagli Upezzinghi .
3)
Interessanti poi i possessi dei Lambardi
a “Bandonica”, “Paradiso”(ad ovest convento frati
Cappuccini),” “Fonte Pauli”, ”Vallicava”(Vallecava).
In alcune di queste zone sono attualmente presenti terreni oggi
di proprietà Malavasi ex Antinori-Aldobrandini).
A.S.P.Fiumi e
Fossi n. 2657- Estimi dal 1622 al 1690 pg.3/r
1)
Una casa per uso del lavoratore del podere di Poggio Novo
con colombaia et tutte sue stanze et appartenenze in l.d. Poggio
Novo attuale podere del Poggio .
Il
Podere era al 1622 di proprietà del Cav.Franscesco e Fratelli di Flaminio Upezzinghi , nobili pisani
e confinava con sui beni . Successivamente passato al sig.
Giovan Filippo Carlo Antonio e Giuseppe Giulio di Alessandro di
Donato Garzella .
2)
Una casa per uso del lavoratore del podere di Nuova con
colombaia et tutte sue stanze et appartenenze in l.d. a Nuova attuale podere di Nuova.
Il
Podere era al 1622 di proprietà del Cav.Franscesco e Fratelli di Flaminio Upezzinghi , nobili pisani
e confinava 1) via vicinale,2)-3)-4) beni Upezzinghi . Il podere
lo troviamo per la prima volta negli estimi medicei; è
probabile che sia stato fatto edificare dagli stessi Upezzinghi.
Successivamente passato al sig.
Giovan Filippo Carlo Antonio e Giuseppe Giulio di Alessandro di
Donato Garzella .
3)
Interessanti poi i possessi
degli Upezzinghi a “sotto il poggio Novo di verso Bandonica”,
“Paradiso”(ad ovest convento frati cappuccini),”al
Bacchino”,”Il giardino in Fonte Pauli”,”Valicava”(Vallecava).
In alcune di queste zone sono attualmente presenti terreni oggi
di proprietà Malavasi ex Antinori-Aldobrandini).
A.S.P.Fiumi e
Fossi n.2659 - Estimi dal 1690 al 1804 circa
pg.610/v
1)
una casa per uso del lavoratore del Podere del Poggio di
Nuova con Colombaia e tutte le sue stanze et appartenenze l.d.
Poggio Nuovo attuale podere del Poggio presente nel catasto lorenese del 1830 . Il
Podere a fine ‘700 era di proprietà del sig. Agabito del fu Jacopo Casanuova, nobile pisano per eredità dal padre
Lorenzo Casanova(18/07/1787)
e confinava con sui beni(ex Upezzinghi, ex Garzella) .
Successivamente in data 30/09/1802 sempre per eredità il podere
lo troviamo intestato al sig. Fortunio di Antonio del cav
Lorenzo del Cornetta Francesco di Lorenzo Casanova .
2)
Una casa per uso del lavoratore del Podere di Casanuova
con colombaia e tutte le sue stanze in l.d. Nuova attuale podere di Nuova presente nel catasto lorenese del 1830 . Il
Podere a fine ‘700 era di proprietà del sig. Agabito del fu Jacopo Casanuova, nobile pisano per eredità dal padre
Lorenzo Casanova(18/07/1787)
e confinava con 1) Via vicinale 2) sui beni(ex Upezzinghi, ex
Garzella) . Successivamente in data 30/09/1802 sempre per eredità
il podere lo troviamo intestato al sig. Fortunio
di Antonio del cav Lorenzo del Cornetta Francesco di Lorenzo
Casanova .
In
particolare è da evidenziare la distinzione tra “Poggio
Novo” ossia la zona del Podere detto del Poggio ed il toponimo
“a Nuova” ossia la zona intorno al podere di Nuova.
A.S.P. Catasto
Lorenese del 1830 – mappe catastali e Tavola dei proprietari
La
zona in oggetto ricade all’interno della Sezione B detta
“del Poggio di Peccioli”
1) Particella n. 14 accatastata
come casa, corrisponde al “podere
il Poggio” di proprietà del sig.Antonori
cav. Cosimo d’Amerigo , di 790 braccia quadre(Bq) .
Annesse
al podere erano censite le seguenti particelle:
-
n.12 terreno a pastura(pascolo)di 1033Bq.;
-
n.13 Loggia di 126 Bq.;
-
n.15 terreno sodo di 5807 Bq.;
-
n.16 Capanna di 250Bq.;
-
n.17 terreno lavorativo vitato olivato di 16260 Bq.;
-
n.18 terreno lavorativo vitato olivato di 9687 Bq.;
-
n.19 terreno lavorativo vitato olivato di 15614 Bq.;
-
n.20 terreno lavorativo vitato olivato di 13093 Bq.;
-
n.21 terreno lavorativo vitato olivato di 8660 Bq.;
2) Particella n. 27 accatastata
come casa, corrisponde al “podere
di Nuova” di proprietà della sig.ra
Pini Albiani Isabella d’Antonio , di 357 Bq .
Annesse
al podere erano censite le seguenti particelle:
-
n.23 terreno lavorativo vitato olivato di 4140 Bq.;
-
n.24 terreno sodo di 3705 Bq.;
-
n.25 Capanna di 225 Bq.;
-
n.26 Forno di 24 Bq.;
-
n.28 terreno lavorativo vitato di
52655 Bq.;
-
n.29 viottola di 2800 Bq.;
-
n.30 terreno lavorativo vitato di
42290 Bq.;
La
verifica andrebbe perfezionata osservando tutte le volture
catastali e i relativi cartoncini del catasto Lorenese
Beni in Peccioli della
famiglia Antinori poi Aldobrandini
A.S.P. Fiumi e
Fossi n.2657 – Estimi dal 1622 al 1690 pg.259/r
e pg. 282/v
1)
una casa con tutte le sue stanze e appartenenze posta nel
castello di Peccioli Terziere di San Jacopo l.d. Carraia o vero
a Bastioni attuale isolato a nord della Villa ex Doufur-Berte di Via Carraia. La
casa al 1622 era di proprietà del sig. Camillo di
Jacopo Pitti-Gaddi,nobile fiorentino e confinava
1)-2)-3)Via Maestra,4) Sforzo Almeni. Non è specificato
all’interno della filza, quali siano stati i successivi
proprietari.
2)
una casa con bottega appigionata con sue appartenenze
posta nel castello di Peccioli Terziere di San Jacopo l.d.
Carraia, attuale edificio d’angolo tra Via Carraia e Piazza Domenico da
Peccioli. La casa al 1622 era di proprietà del sig.
Cosimo di Jacopo Pitti-Gaddi, nobile fiorentino e confinava 1)-2)Via Maestra,3) Francesco di Bernardino(Barbieri)4) Jacopo di Bernardino
(Barbieri),5) Panmoli Francesco. Successivamente il bene lo
troviamo tra le proprietà dei
figli Jacopo, Sinibaldo, Pieroantonio et Francesco di Cosimo di
Jacopo Pitti-Gaddi e ancora dopo dei
sig.ri Cosimo e Raimondo di Pieronatonio di Cosimo di
Jacopo Pitti-Gaddi.
3)
una casa con sue stanze et apparteneze nel castello di
Peccioli Terziere di Sant'Andrea l.d. il paesello localizzato sul retro del
Palazzo Palmerini e confinante con 1)-2) via maestra,3)Palmerini
Vincenzo,4) Pitti-Gaddi Cammillo(fratello). Successivamente il bene lo troviamo tra
le proprietà dei figli Jacopo, Sinibaldo,Pieroantonio et Francesco di Cosimo di
Jacopo Pitti-Gaddi e ancora dopo dei sig.ri Cosimo e Raimondo di Pieronatonio di Cosimo di Jacopo
Pitti-Gaddi.
A.S.P. Fiumi e
Fossi n.2658 – Estimi dal 1690 al 1804 circa pg.313/v-310/r
1)
casa con tutte le sue stanze e appartenenze l.d. a
bastioni lungo le mura , attualmente è sul retro del
Palazzo Pretorio e prospetta su vicolo Pitti-Via dei Bastioni .
La casa al 1690 era di proprietà del sig. cav.Cosimo di Pier Antonio Pitti, nobile fiorentino e
confinava 1)-2)Via Maestra, 3) chiassetto vicinale, 4)Palazzo
della Podesteria, 5)Catignani Francesco. In data 14/02/1713 il
bene risulta in eredità ai figli
Pier Antonio e Raimondo di Cosimo Pitti-Gaddi. In
data 05/02/1739 il bene risulta in eredità al nipote di Pier
Antonio, Pier Antonio di Cosimo di Pier Antonio Pitti-Gaddi.
In data 17/01/1746 il bene risulta intestato
al figlio di quest’ultimo Pier Antonio, Cosimo di Pier Antonio di Cosimo Pitti-Gaddi . In data 20/04/1776 il bene risulta della figlia di Cosimo, Anna
del cav.Cosimo di Pier Antonio Pitti Gaddi che presumibilmente
la porta in dote al cav
Federico del cav Albizzo Lanfranchi Rossi. Da questa data il bene lo
troviamo tra le proprietà Lanfranchi-Rossi.
2)
una casa con sue stanze et appartenenze nel castello di
Peccioli Terziere di Sant'Andrea l.d. il paesello localizzato sul retro del
Palazzo Palmerini e confinante con 1)-2) via maestra, 3)Palmerini
Vincenzo,4) Pitti-Gaddi. Il bene in oggetto è il quello che al 1622 risultava di
proprietà del sig. Cammillo Pitti-Gaddi. E’ probabile che sia stato
ereditato o venduto al ramo discendente di Cosimo Pitti-Gaddi.
Successivamente le proprietà seguono quelle del punto 1) .
3)
una casa con tutte le sue stanze e appartenenze posta nel
castello di Peccioli Terziere di San Jacopo l.d. Carraia o vero
a Bastioni attuale isolato a nord della Villa ex Doufur-Berte di Via Carraia. La
casa al 1690 era di proprietà del sig. Camillo di
Jacopo Pitti-Gaddi (dovrebbe essere Camillo di Jacopo di Camillo
Pitti-Gaddi questo ultimo proprietario al 1622),nobile fiorentino e
confinava 1)-2)-3)Via Maestra,4) Sforzo Almeni. In data
22/12/1694 il bene risulta in eredità al fratello Piero di Iacopo Gaddi fratello di Cammillo(1690). In data 06/02/1709 il bene risulta intestato ai figli ,
Sinibaldo,canonico Fra
Scipione,Giuseppe e Niccolò di Piero Gaddi . .In data 12/08/1758 il bene risulta della figlia di Giuseppe, Maria
Gaetana Lisabetta Pitti Gaddi moglie di Gaetano Antinori cui
presumibilmente porta in dote l’edificio.. In data
01/05/1784 il bene risulta intestato al sig.
cav.Amerigo Antinori del marchese Gaetano Antinori (unico erede).
4)
una casa con colombaia e sue appatenenze uso dell'ortolano l.d. Orto de
Pitti . L’edificio era localizzato dove ora ha sede la
Banca Toscana, e fu demolito negli anni 70. Confinava 1) via
maestra, 2)-3) orto,4) Lanfranchi Curzio. . La casa al 1690 era
di proprietà del sig.
Camillo di Jacopo Pitti-Gaddi(dovrebbe essere
Camillo di Jacopo di Camillo Pitti-Gaddi questo ultimo
proprietario al 1622),nobile fiorentino e confinava 1)-2)-3)Via Maestra,4) Sforzo Almeni. In
data 22/12/1694 il bene risulta in eredità al fratello Piero
di Iacopo Gaddi fratello di Cammillo(1690). In data 06/02/1709 il
bene risulta intestato ai figli ,
Sinibaldo,canonico Fra Scipione,Giuseppe e Niccolò di Piero Gaddi
. .In data 12/08/1758 il
bene risulta della figlia di Giuseppe, Maria
Gaetana Lisabetta Pitti Gaddi moglie di Gaetano Antinori cui
presumibilmente porta in dote l’edificio.. In data
01/05/1784 il bene risulta intestato al sig. cav.Amerigo Antinori del
marchese Gaetano Antinori (unico erede).
A.S.P. Catasto
Lorenese del 1830 – mappe catastali e Tavola dei proprietari
1)
Particella
n. 124 della sezione del Centro Storico di Peccioli,
corrispondente all’edificio
del 1690 in cui era descritta alla una casa con tutte le sue stanze e appartenenze
posta nel castello di Peccioli Terziere di San Jacopo l.d.
Carraia o vero a Bastioni casa
con tutte le sue stanze e appartenenze l.d. a bastioni lungo le
mura , attuale isolato a nord della Villa ex
Doufur-Berte di Via Carraia. La casa al 1830 risultava di
proprietà del sig.
cav .Cosimo d’Amerigo Antinori del marchese Gaetano Antinori.
2)
Particella
n. 116 della sezione del Centro Storico di Peccioli,
corrispondente all’edificio
del 1690 in cui era descritta una
casa con sue stanze et apparteneze nel castello di Peccioli
Terziere di Sant'Andrea l.d. il paesello, localizzato sul retro del Palazzo Palmerini . La casa attuale isolato a
nord della Villa ex Doufur-Berte di Via Carraia. La casa al 1830
risultava di proprietà del sig. cav.Cosimo d’Amerigo Antinori del marchese Gaetano Antinori.
E’interessante
notare che le Particelle n. 118(I°,II°,III°), 122 e 123 della
sezione del Centro Storico di Peccioli, corrispondente
all’edificio del 1690 in cui era descritta casa
con tutte le sue stanze e appartenenze l.d. a bastioni lungo le
mura (localizzato sul retro del Palazzo Pretorio e prospettava su vicolo Pitti
e su Via dei Bastioni), al 1830 risultava intestato ad altri
proprietari, tra cui il sig. Puccio Raimondo di Fortunio Casanova(per le particelle
122 e 123).
Potrebbe
quindi esserci stata una vendita o una permuta per acquistare il
podere ed i terreni
del Poggio di Nuova ,che come abbiamo visto al 1830 risultavano
già di proprietà della famiglia Antinori.---
Mauro
Montagnani
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