Premessa
Tutti i manufatti trattati
nelle ricerche pubblicate in queste pagine sono protetti dalla
legislazione a tutela delle cose di interesse storico artistico,
quindi anche se sul luogo dove esse sono posizionate non vige il
vincolo della soprintendenza, ogni oggetto che appartiene a
questa categoria è tutelato dalla seguente legge,
che sia di proprietà pubblica o di proprietà privata.
NORMATIVA
PER IL RESTAURO DEL MATERIALE LAPIDEO
Pietre
datarie, stemmi
religiosi
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Stemmi
appartenenti all'Ospedale nuovo di Pisa oggi ospedale di
S. Chiara
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1-Stemma
sul palazzo ex Gaslini
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2-Stemma
piazza Monsavino
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| 3-Stemma
via Borgherucci |
4-Stemma
palazzo Orsini, ora Nocchi
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5-Stemma
Podere piano d'Era, la Rosa, proprietà Bicci
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Caratteristiche
| Materiale |
N.2-3
in Pietra calcarea probabilmente delle cave di San
Giuliano Terme
N.4
in pietra serena
N.1-5
in marmo bianco di Carrara . |
| Tipo |
stemma
Ente Religioso |
| Periodo |
XV-XVI
secolo |
| Collocazione |
1-Edificio con ingresso da Via
Marconi n.1 e
lapide prospiciente Via del Carmine ;
2-Edificio
in Piazza Monsavino n.3;
3-Edificio in Via Borgherucci n.82 ;
-
4-Edificio
in Via Matteotti n.57 ;5-Podere Pian d'Era Proprietà Bicci
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| Stato |
Le
due lapidi in pietra calcarea probabilmente delle cave
di San Giuliano Terme , non presentano segni di degrado
rilevante ;
Quella
in pietra serena presenta degrado per sfaldamento
superficiale ed una frattura orizzontale sulla parte
superiore ;
La
lapide in marmo bianco di Carrara presenta
degrado accentuato in corrispondenza dei due lati
minori , dove la pietra risulta abrasa e si distinguano
con difficoltà sia la cornice perimetrale, sia i
simboli e le sottostanti lettere della scritta. |
| Interventi |
Restauro
da parte di restauratori specializzati .
Per le
pietre calcaree, si evidenzia la necessità di una
pulizia superficiale da materiale non consono (biacca di
cemento caduta durante la stonacatura della facciata) ;
Per la
lapide in pietra serena necessita un restauro urgente di
consolidamento e protezione della pietra ;
Per
la lapide in marmo bianco di Carrara è necessario
restauro di consolidamento e pulizia della pietra. |
| Decoro |
La
lapide 1 in marmo di Carrara è molto più curata delle
altre tre lapidi. Presenta decoro sia nella forma
esterna, sia con la presenza di perimetro rettangolare
scolpitone che ne esalta il contenuto.
Probabilmente
queste qualità derivavano dal fatto che l’edificio
era sede della Fattoria dell’Ospedale Nuovo. |
Estratto dalle Note Storiche
Lo
Spedale Nuovo di Pisa è sempre stato nel territorio pecciolese
una presenza costante. Le ricerche d’archivio sono state svolte
presso l’A.S.P. sui
fondi Fiumi e Fossi
e Ospedale di S.Chiara.
Nel
fondo Fiumi e Fossi abbiamo rilevato la proprietà dell’Ente in
tutte le filze analizzate. Nel
fondo dell’Ospedale di S.Chiara abbiamo invece studiato
solamente le dettagliate descrizioni dei possessi, risalenti
rispettivamente al 1700 e al 1784. Di particolare interesse oltre
che di pregevole calligrafia è quest’ultima descrizione in
quanto si tratta di una “ Relazione di Stima per la
vendita e l’allivellazione dei beni dello Spedale”.
Gli
stemmi sopra esposti, ci danno già l’idea della presenza dello
Spedale Nuovo nell’ambito urbano di Peccioli, ed indicano la
proprietà di tre di case e di un edificio sull’attuale Via del
Carmine, detto il Palazzo
di Fattoria.
All’interno
di ogni stemma , come si può osservare, sono presenti tre simboli dello
Spedale con due lettere centrali, AE
che indicano le iniziali di Alessandro Episcopus, e nella parte
sottostante è riportato il nome per esteso, in latino “Hosp
Novi Pisarum”(Spedale Nuovo
Pisano) .
Dagli
estimi del Fondo Fiumi e Fossi risultano all’interno di Peccioli
al 1622 tra le altre le seguenti proprietà:
1)
Una casa con torre attaccata con le mura
castellane,Terziere di Sant'Andrea fuor della porta del castello
di Peccioli,con tutte le sue appartenenze (dai
confini abbiamo constatato che è la attuale sede Belvedere
s.p.a.)
2)
una casa nel Castello di Peccioli Terziere di San Lorenzo(dai
confini abbiamo constatato che è la casa in Via Borgherucci)
3)
una casa nel Castello di Peccioli Terziere di San Lorenzo(dai
confini abbiamo constatato che è la casa in Via Matteotti angolo
Vicolo Petresi)
4)
un pezzo di terra e di casalino su più piani in castello
di Peccioli Terziere di San Jacopo (dai
confini abbiamo constatato che è la casa in Via del Giardino)
Nella
campagna pecciolese lo Spedale risultava proprietario di :
1)
una casa in l.d. Al Aiuolo con tutte le sue stanze et
appartenenze;
2)
una casa per uso del lavoratore con tutte le sue stanze et
forno et colombaia et altre sue appartenenze l.d. alla Torre;
3)
una casa con colombaia et sue appartenenze per uso del
lavoratore l.d. il podere dello Spedale sul confine di Peccioli e
Casa Nuova, detto
anche al Petriccio(attuale podere Pian d’Era zona La Rosa di
Terricciola);
4)
una casa con sue stanze et appartenenze con colombaia per
uso del lavoratore l.d.al Bacchino;
5)
una casa con quattro stanze,forno e colombaia posta in l.d.
Racosa(dai
confini abbiamo constatato che dovrebbe trattarsi del podere del
Mezzano)
La
stima eseguita nel 1784 fu usata successivamente per la vendita dei beni della
Fattoria.
| Stemma
appartenente alla Compagnia dell'Assunta |
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Caratteristiche |
| Materiale |
Pietra
in marmo bianco di Carrara . |
| Tipo |
stemma
Ente Religioso |
| Periodo |
XVI
secolo |
| Collocazione |
Edificio
in Via del Giardino n.7 a livello del piano terra |
| Stato |
La
lapide non presenta segni di degrado rilevante eccetto la presenza su
alcune parti perimetrali di malta di cemento. |
| Interventi |
Restauro
da parte di restauratori specializzati . La pietra avrebbe bisogno di
una pulizia superficiale .
Al
fine di permettere una lettura immediata della lapide ed evidenziarne
la testimonianza storia, sarebbe a nostro parere utile, prescrivere di
intonacare con malta di calce intorno alla lapide per un raggio di
almeno 1 mt. e successivamente tinteggiare l’intonaco con tonalità
begie chiaro. |
| Decoro |
La
lapide in marmo di Carrara è formata di due parti, una in risalto a
forma simile di fascio ed una parte rettangolare a filo muratura, che
è leggibile con difficoltà a causa della presenza della malta di
cemento |
Estratto
delle note storiche
La
Compagnia dell’Assunta di Peccioli, titolare nella pieve di
S.Verano dell’Omonima Cappella edificata, secondo diverse fonti,
nel 1580 insieme alla contigua Cappella del S.S. Sacramento. Al
1560 la Compagnia dell’Assunta era proprietaria di :
1)
una casa posta nel castello di Peccioli Terziere di
S.Lorenzo appiccata alla Cappella della Compagnia dell'Assumpta ;
2)
una stanza sotto la detta casa(del cappellano)posta nel
medesimo comune e confini la quale è usata per recetto dei poveri
a “ uso
di spedale “;
3)
una casa di mercaio posta nel castello di Peccioli Terziere
di S.Lorenzo l.d.Chiasso molle;
4)
una casa posta nel castello di Peccioli Terziere di
S.Lorenzo l.d.Lambercone;
5)
una casa posta nel castello di Peccioli Terziere di San
Jacopo l.d.Monsavino(dove è tutt’oggi murata la lapide marmorea
sopra esposta);
6)
Terreni posti in Valceli, Calcinaia, S.Lorenzo in Valcelli,
Catignano, alla Serra, al Petriccio.
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| 1-Pietra
dataria su porta Pisana |
2-Pietra
dataria in piazza del Popolo |
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| 3-Pietra
dataria nel cortile della Canonica |
4-Pietra
dataria sul muro della strada comunale per le serre |
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| 5-Pietra
dataria nel fienile del podere il Poggio |
6-Pietra dataria in
piazza del Carmine |
Caratteristiche
| Materiale |
1-Pietra
arenaria,
2-Pietra calcarea simile per materiale ad alcuni stemmi
dell’Ospedale Nuovo di Pisa,
3-Pietra
arenaria, 4-5-selagite come il campanile 6-marmo |
| Tipo |
Pietra
dataria a memoria di intervento presumibilmente di tipo edilizio |
| Periodo |
1500
– 1691 -1770- 1832- 1836- 1857 |
| Collocazione |
La
pietra dataria 1 nello spessore murario della porta Volterrana
, La
pietra dataria 2 edificio
in P.zza del Popolo L’edificio è oggi di proprietà comunale
La pietra dataria 3 casa
canonica annessa alla Pieve di S.Verano, nella facciata
prospettante cortile interno, pietra 4- muro a retta sulla
comunale delle serre, 5- fienile località il poggio, 6- in piazza del
Carmine
|
| Stato |
-
La pietra dataria 1 presenta degrado dovuto al depositi di
materiale usato i restauri, la gelività caratteristica ha
prodotto rigonfiamenti e distacchi superficiali, La pietra
dataria 2 non presenta particolare degrado.
La
pietra dataria 3 non presenta particolare degrado, le altre sono in
selagite, pietra molto tenace . 6- parz. aggredita da agenti
inquinanti |
| Interventi |
-
Nella pietra dataria 1 dovrebbe essere eseguita una pulizia
superficiale consolidamento della parte superficiale
distaccata;
Nella
pietra dataria 2 dovrebbe essere eseguita la sola pulizia superficiale
da materiali incongrui,
Nella
pietra dataria 3-6 dovrebbe consolidamento
antiporoso antigelivo, le altre non necessitano di particolari
interventi |
| Decoro |
Nella
pietra dataria 2 si nota particolare maestria nell’incisione della
data. Per somiglianza con alcune pietre-stemma dell’Ospedale Nuovo
di Pisa, potrebbe essere verosimile che siano state eseguite dalla
medesima bottega.
Nella
pietra dataria 3 si evidenzia la particolare maestria nell’incisione
sia delle lettere sia della data |
Estratto
delle note storiche
La
tradizione di datare gli interventi edilizio è sempre esistita
nella storia dell’architettura. Si pensi ad esempio alle pievi o
cattedrali medioevali dove spesso veniva inserito il simbolo
dell’architetto o addirittura la descrizione con tanto di nome.
Altre volte, come appunto è il caso delle pietre datarie,
l’architetto o il costruttore o lo stesso committente, facevano
inserire, magari a lato del prospetto principale, la pietra con
impresso l’anno dell’intervento. In genere la testimonianza
postuma era riservata a lavori edilizi rilevanti, quali
demolizioni e ricostruzioni o nuove costruzioni, che per mole di
lavoro andavano oltre la semplice ristrutturazione.
La
prima Pietra , datata 1500 è localizzata
all’interno delle mura della porta Volterrana. Non
sappiamo al momento la motivazione di tale data, ma è probabile
che sia stata riferita a lavori compiuti sulla stessa porta, che
all’epoca , nonostante la sconfitta pisana , svolgeva ancora il
compito difensivo e d’accesso al castello. La
seconda datata 1691 probabilmente indica la data di un lavoro
edile eseguito sull’edificio oggi di proprietà comunale, che al
1622 era di proprietà del sig. Carlo
di Francesco Baldasserini da Peccioli e successivamente dei sui
eredi.
La
terza datata 1770 è riportato “ D.P.Praep.
Repar 1770 “ probabilmente significa Domenico Petresi Preposto fece riparare la Canonica nel 1770.
la
quarta si riferisce alla costruzione del muro a retta sotto la
porta Pisana la quinta ricorda probabilmente la data di
costruzione del fienile
| Altri stemmi di
varia tipologia |
Stemma in
piazza del Carmine
| Materiale |
Pietra serena |
| Tipo |
Simbologia religiosa |
| Periodo |
|
| Collocazione |
Piazza del Carmine
ingresso abitazione ovest |
| Stato |
In via di
degradamento, mancante di un frammento nella parte inferiore |
| Interventi |
consolidamento
antigelivo e pulizia |
| Decoro |
caratteristico |
Note storiche sulla simbologia in oggetto
E’
frequente, camminando per le strade di Peccioli, vedere, negli
architravi di porte e finestre di numerose case, impresso un
cerchio (a volte ornato anche di raggi guizzanti e rigidi
alternati) che racchiude le lettere YHS o IHS. Sigla di
straordinario valore per i Cristiani : Costantino la vide
disegnata in cielo e la lesse "In Hoc Signo vinces", per
altri è "In Hoc Salus". In alcune scritture la si legge
"Iesus Habemus Socium", oppure "Iesus Hominum
Salvator"; IHS sono le lettere iniziali che usava S.
Bernardino da Siena per abbreviare la frase latina Iesus Gesù
Hominum degli uomini Salvator Salvatore , ed è molto spesso al
centro di un sole con raggi ... è stata usata con lo stesso
significato dai Gesuiti e la si trova infatti sulle loro porte di
ingresso o sui sigilli della corrispondenza i Gesuiti sormontarono
questa sigla con una croce contornato da numerosi raggi e ne
fecero il loro stemma, mentre lo stesso simbolo contornato da 12
raggi appartiene a San Bernardino da Siena

L’uso
di adornare le case con questo simbolo risale più che altro ai tempi di San
Bernardino da Siena e alla sua intensa attività di predicatore.
San
Bernardino da Siena
Frate Bernardino nacque a Massa Marittima l'8 settembre 1380 dalla
nobile famiglia senese degli Albizzeschi. Rimasto orfano dei
genitori nei primi anni dell’infanzia fu allevato a Siena da due
zie. Frequentò gli studi di grammatica e di retorica, fino a
quando abbandonò la vita mondana per vestire l'abito francescano.
Fattosi frate francescano, divenne uno dei predicatori più
popolari e più ascoltati del XV secolo. Le prediche volgari di
San Bernardino da Siena sono giunte fino a noi con tutta la
naturalezza e lo stile rapido e corto con cui venivano pronunciate
sulle varie piazze italiane. Il santo francescano morì a l'Aquila
il 20 maggio 1444 e le sue spoglie sono conservate in un maestoso
mausoleo posto nella grande basilica edificata in suo onore.
A lui si deve l'invenzione e diffusione della tavoletta recante il
monogramma o meglio il “trigramma” del nome di Gesù.
Banditore della devozione al santo nome del Redentore, ne faceva
incidere l’abbreviazione YHS su tavolette di legno, che donava
al pubblico al termine delle sue prediche. Questa abbreviazione,
alcune volte, è completata da una croce che si eleva dalla
traversa della H ed inscritta in un cerchio da cui escono 12 raggi
più o meno dritti o alternati con fiamme ondulate.
Le lettere del trigramma non sono altro che la abbreviazione del
nome greco di Gesù. Considerato, però, che il nome ebraico di
Gesù significa «Dio salva», cioè Salvatore, alle tre lettere
fu data, anche per facilitarne l’uso e la conoscenza tra i
fedeli, la seguente interpretazione: I(esus) H(ominum) S(alvator),
cioè, Gesù salvatore degli uomini.
Predicando a Bologna verso gli anni 1420, scrive uno storico del
Santo (cfr. P. Bargellini, S. Bernardino da Siena, pag. 110),
Bernardino preso un «pezzo di piombo disegnò, servendosi di una
funicella, un cerchio, dentro al quale tracciò l'abbreviazione
del nome greco Gesù, YHS. Attorno al cerchio tracciò dodici
raggi serpeggianti, e tra questi, altri otto raggi più piccoli,
rigidi, disposti a canne d'organo. Attorno alla raggiera, disegnò
una fascia con la scritta: In nomine Iesu omne genuflectatur
caelestium terrestrium et infernorum». La folla lo seguì subito
con entusiasmo e aderì prontamente alla devozione per il nome di
Gesù Cristo, che Bernardino professava, apponendo la tavoletta
con il “trigramma” su tutte le porte delle case, tanto che
ancora oggi questo segno è distintivo della decorazione
architettonica urbana di molte città e paesi d’Italia.
San Bernardino fu canonizzato la domenica di Pentecoste del 1450,
anno giubilare, a soli sei anni dalla morte. E’ il patrono dei
pubblicitari italiani e la sua festa viene celebrata il 20 maggio,
giorno della sua morte (dies natalis).
Gesuiti
La Compagnia di Gesù (in
latino Societas Iesu), comunemente nota come i Gesuiti,
è un ordine religioso della Chiesa che annovera oltre 20 000
aderenti. Fu fondata nel 1534 da un gruppo di studenti dell'
università di Parigi guidati da Sant'Ignazio da Loyola. La
compagnia, con sede a Roma continua oggi a gestire personale
cattolico e non cattolico in più di 100 paesi differenti.

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