Associazione culturale Tectiana,   ricerche storiche  per  un contributo alla memoria della Valdera e per la valorizzazione dei beni culturali   

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Il Palazzo ex Gaslini, Peccioli
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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“Il Palazzo di Fattoria”

Breve storia dell’edificio, attuale sede della Belvedere s.p.a.

 


 

 

 

La storia del Palazzo di Fattoria, recentemente restaurato, si intreccia con quella delle proprietà del Regio ‘Spedale di "Santa Chiara" di Pisa ( ex 'Spedale Novo). Lo stemma sulla facciata principale riportante le lettere “A” ed “E” (iniziali di Alessandro Episcopus) e l’iscrizione latina “Hospitali Novi Pisarum” testimonia infatti che l'edificio era proprietà dell'ente di beneficenza pisano. Nell’estimo dell’Ospedale, redatto nel 1784 “ per la vendita e l’allivellazione dei beni della fattoria di Peccioli”, è descritto un casamento “Situato fuori della Porta Pisana di Peccioli”, “composto di numero 27 stanze da terra a tetto (...) divise in due piani (...)” che “confina a primo con la strada maestra pisana”, oggi via del Carmine. Il palazzo era provvisto di “frantoio con macina e strettoio”, “un cortile con pozzo internato nelle mura di esso” e come sua appartenenza un orto che si può identificare con lo spazio oggi occupato dal Centro Polivalente: “E parimente dalla parte di ponente (...), fuori della detta porta Pisana, ritrovasi un pezzo di terra ulivata (... ) che serve d’orto per uso del Fattore”. La proprietà dell’Ospedale nel castello di Peccioli termina quindi con la vendita di tutti i suoi beni a fine Settecento. Ci sono tracce della presenza di questo ente fin dal XIV secolo: già nel 1300 risultano infatti appartenenti all’ente assistenziale alcune case nel Terziere di S. Andrea. Nel 1500 si trovano poi descritte proprietà nello stesso luogo: “Un pezzo di terra con casa solariata nel terziere di S. Andrea”. Ancora nel 1560 si ha menzione di un possedimento descritto come “una casa posta nel castello di Peccioli Terziere di S. Andrea” . Nell’anno 1622 si ha una descrizione dettagliata di una proprietà che possiamo certamente identificare con il Palazzo attuale, “una casa con torre attaccata con le mura castellane, Terziere di S. Andrea Fuor della porta del castello di Peccioli con tutte le sue appartenenze". Fino a questo periodo il palazzo doveva avere un aspetto diverso da quello attuale, e si doveva presentare con alcune piccole finestre ad arco che si sono potute osservare durante i lavori di ristrutturazione. Il palazzo, insieme a tutti gli altri possedimenti, viene comprato da Giovanni Filippo Berte, già possidente di terreni e case nella comunità, e la sua famiglia mantiene la proprietà fino al passaggio ai fondi rustici nella prima metà del Novecento. Il Palazzo ingloba al suo interno un tratto di antica cinta muraria usata come muro di spina e termina a nord con la millenaria torre d’angolo a pianta quadra. Al suo interno sono molto caratteristici i passaggi sotterranei scavati in parte nel sabbio che conducono alle cantine in piazza del Carmine. 

 


 

            

 

     


 

La Fattoria

 

La Fattoria di Peccioli appartenuta al Regio 'Spedale di Pisa, era costituita da 11 poderi di diverse dimensioni. Alcuni di essi erano collocati nelle vicinanze del castello: il Podere di Bachino, L'Aiolo, Racosa, il Podere di Peccioli, La Torre, Pian D'Era, il Poggetto, Borgaruccio e Faeta; gli altri, sparsi nel territorio della Valdera erano il Podere di Strada, a Capannoli, il Podere di Casanuova, il Podere di Rivalto. Appartenevano ancora alla Fattoria alcune case nel Castello di Peccioli, come "una casa posta in luogo detto al Canto di Corviano", ed una "dentro alla porta", un'altra "in luogo detto Lambercione". Ancora oggi alcune sulle facciate di queste case è presente uno stemma identico a quello che è posto sul Palazzo di Fattoria. Anche alcune appezzamenti di terra, probabilmente derivanti da varie donazioni, e sparsi in San Lorenzo, alle Valline, alla Piaggia, facevano parte della Fattoria.L'alienazione di questi beni fu necessaria per portare a termine un piano di risanamento finanziario del Regio 'Spedale, voluto dalle Magistrature del Granducato, poiché l'Ospedale era molto indebitato e bisognoso di ammodernamento. La stima del 1784, effettuata dal perito Gaspero Poccesi, assegnò alla Fattoria un valore complessivo di 40.684 scudi, 6 lire, 4 soldi e 5 denari (prezzo per la vendita in blocco); per la vendita a lotti il prezzo saliva a 41.044, 2, 13, 1 e il solo Palazzo di Fattoria fu stimato 994 scudi. 

Come è noto gli enti ospedalieri ricevevano lasciti per testamento o donazioni in consistente quantità. Fin dal medioevo furono accumulati moltissimi terreni e palazzi che permettevano il sostentamento economico degli enti stessi, insieme ai molti benefattori. Anche i beni posseduti dall'Ospedale a Peccioli potrebbero esser derivati da donazioni e lasciti. In effetti, nei libri dei Benefattori di questo ente, risultano iscritti alcuni possidenti abitanti del Castello di Peccioli, tra questi è interessante soffermarsi su Matteo di Lorenzo Martini da Peccioli. Egli nacque intorno al 1582 e all'età di 12 anni fu portato in Piemonte, dove nel 1606 si Laureò in Filosofia e Medicina. Nel 1612 ritornò a Peccioli e ottenne dal Magistrato dei Medici e Speziali di Firenze il privilegio di poter esercitare la Professione di Medico. Nel 1617 sposò Agata di Orazio Martelloni, appartenente a una famiglia di ricchi possidenti di Peccioli. Alla morte di quest'ultimo, vi fu un lungo contenzioso, che portò ad una causa tra i Martini e le due Figlie di Orazio Martelloni, Massimilla, Monaca in Santa Marta a Pisa e Lisabetta. I Martelloni possedevano molte case e terreni dentro il Castello di Peccioli, e in Particolare nel terziere di S. Andrea. Possiamo quindi ipotizzare che alcuni di questi Beni siano poi confluiti nei Beni dell'Ospedale corso del '600, in particolare molti terreni e il palazzo di Fattoria. Questa ipotesi è supportata dalla lettura dei registri relativi ai possedimenti dell'Ospedale, prima del 1543, dai quali risulta molto ridotta la consistenza rispetto al secolo successivo.

 

 


 

Sotterranei Cantine Strettoio

    

 

 

Andrea Bertini, Francesca Papini


Per approfondimenti: e-mail: bertini@isbrigatodapeccioli.it, sito web: www.isbrigatodapeccioli.it

Associazione Tectiana Peccioli

 

 

 

  

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