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Io mi rivolsi attento al
primo tuono,
e Te Deum Laudamus mi parea
udire in voce mista al dolce suono.
Tale imagine a punto mi rendea
ciò ch'io udiva, qual prender si suole
quando a cantar con organi si stea,
ch'or sì, or no s'intendon le parole.
(Purgatorio Canto IX, vv. 139-145)
INTRODUZIONE
ALL'ARGOMENTO
Un
organismo complesso
L’organo
è un grande e antico[1] strumento musicale
essenzialmente costituito da un sistema di canne,in alcuni casi
anche 20000[2], diverse per grandezza
secondo la loro timbrica, con dimensioni da qualche centimetro a
quattro cinque metri di altezza, le quali sono collegate ad una
camera d'aria. Lo strumento è provvisto di una o più tastiere
manuali e di una tastiera a pedali; quando si premono i tasti,
si libera l'aria che entra a forza nelle canne producendo
l'emissione del suono, Già questa breve descrizione fa capire
la complessità dello strumento, sicuramente il più completo in
assoluto. In genere la prima cosa che colpisce quando si ammira
un organo è la parte esterna, la cassa in cui è racchiuso,
detta la “mostra” con le canne frontali visibili.
Quest'insieme il più delle volte è già un'opera d'arte, le
decorazioni lignee rispecchiano i movimenti artistici del
periodo di costruzione.[3] Ma Il vero fascino, si ottiene a
sentirne il soave e a volte possente suono, la potenza acustica,
le basse frequenze, unite all’armonia e alla dolcezza timbrica
che donano all’ascoltatore sensazioni intense emozioni
particolari.
Nella
Liturgia
“Fra
gli strumenti a cui è aperto l'adito al tempio viene a buon
diritto in primo luogo l'organo, perché è particolarmente
adatto ai canti sacri e sacri riti, e dona alle cerimonie della
chiesa notevole splendore e singolare magnificenza, commuove
l'animo dei fedeli con la gravità e la dolcezza del suono,
riempie la mente di gaudio quasi celeste ed eleva fortemente a
Dio e alle cose celesti”[4]. Per la
chiesa delle epoche passate tutti gli strumenti, eccetto
l'organo, erano pagani[5]. L'organo poteva
assumere, per questo motivo una sacralità che ben si
accompagnava alle celebrazioni religiose, L'organo è presente
nelle chiese ed ha anche oggi un posto di primo piano nella
musica sacra ed in generale nella liturgia L'organo a canne è
considerato il re degli strumenti musicali. ll rinnovamento
liturgico di oggi ha presentato una nuova visione della Liturgia
attribuendole un posto diverso nella vita della Chiesa. Questo
cambiamento ha necessariamente modificato anche alcuni aspetti
pratici riguardanti la musica sacra, il coro ecc.
Restauro
funzionale o nuovo organo ?
“[...]
è divenuto sempre più percepibile il pauroso impoverimento che
si manifesta dove si scaccia la bellezza e ci si assoggetta solo
all'utile”[6]. Gli organi storici sono
considerati dalla legge italiana opere d’arte e pertanto
protetti dalla legislazione in materia di beni culturali. In
tempi recenti si è spesso tralasciato l’importanza di tali
considerazioni, intervenendo senza regole sulle antiche
macchine. Negli ultimi anni invece si è sviluppata una
sensibilità diversa nei confronti della materia, la necessità
di restaurare un organo viene dettata non solo dalla funzionalità
ma anche dal valore storico dell’oggetto che implica un
intervento di tipo filologico[7]. Molto
spesso infatti gli organi storici non sono adatti per le nuove
forme della liturgia moderna, sia dal punto di vista timbrico
oltre che dalla posizione inadatta all’interno delle chiese.
Gli interventi attuati per ovviare a questi problemi hanno
provocato danni irreparabili al patrimonio organario. Per questo
stesso motivo molti strumenti sono andati distrutti o dispersi,
si legga ad esempio la storia dell’organo nella Cattedrale di
San Martino a Lucca, uno dei più antichi organi in Italia[8].
Oggi a fronte dell’esigenza funzionale non si attuano più
modifiche alle antiche macchine ma viene preferita la
istallazione di un nuovo organo progettato per l’uso attuale,
soluzione che consente anche il posizionamento ideale
all’interno della Chiesa. Agli antichi organi spetta un
restauro filologico conservativo e la gloria di entrare a far
parte integrante della storia passata dell’edificio Il
recupero e la valorizzazione degli Organi Storici conservati
nelle chiese è importantissimo dato che rappresentano un
patrimonio unico al mondo la cui stratificazione storica ed
eterogeneità stilistica sono un inestimabile fonte di studio e
di fruizione sia artistica che spirituale.
Tecniche
Negli
strumenti antichi, l'aria veniva 'pompata' nello strumento con
mantici a cuneo oppure a lanterna, posti sotto il basamento ,
questi erano azionati da un albero a camme messo in movimento da
una manovella, più comodamente sostituita in tempi moderni da
un elettroventilatore. L’aria si concentra in una grande
cassetta chiamata “somiere” e da li per mezzo di valvole
comandate da un complesso sistema di leve e rimandi chiamati
catenacciatura collegano i tasti ai ventilabri, l’aria entra
nelle canne producendo il suono. Questi meccanismi di grande
raffinatezza e complessità sono costruiti impiegando materiali
diversi: legno, pelli, carta, ma anche metalli di varia natura:
dalle leghe di piombo, stagno o rame per le canne, ai
"ferri" per la meccanica dei registri[9].
Oggi i moderni organi mantengono l’estetica della mostra (la
parte visibile della macchina) anche se spesso le canne li
posizionate non sono funzionanti. I comandi delle valvole sono
elettromeccanici e addirittura la consolle è in alcuni casi
collegata via etere eliminando così la complessa catenacciatura
di comando. Con questo sistema vi è anche il notevole vantaggio
di poter scegliere liberamente la posizione delle tastiere
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