Associazione culturale Tectiana,   ricerche storiche  per  un contributo alla memoria della Valdera e per la valorizzazione dei beni culturali   

Volontariato per la cultura locale

Analisi delle mura castellane di Peccioli
PARTE I
PARTE II
PARTE III
PARTE IV
PARTE V
 
 
 
 
HOME
CONTATTI
 

 

 

 

 

 

LE MURA IN VIA BORGHERUCCI

 

In via Borgherucci vi è un solo tratto in cui le mura sono ben visibili e riconoscibili nella loro costruzione,  corrisponde a quello che inizia dall’ex fratino, fino ad arrivare alla fonte pubblica nella chiostra circa a metà di via Borgherucci, il fratino, attualmente proprietà Buselli era anticamente proprietà dei frati di san Vivaldo  e fu  concesso per un periodo di tempo ai cappuccini di Peccioli,.

Le mura sono sotto il livello della strada di circa 3 - 4 metri e per tutta la loro lunghezza sono servite da sostegno alle case soprastanti, affacciandosi dal muretto sopra la strada all’altezza dell’ex fratino , si nota un tratto di muro sporgente all’esterno composto sia da pietre che da laterizio.

In questo punto e ben visibile un antico cedimento della struttura, il quale ha messo in evidenza la formazione a sacco , si nota una evidente spaccatura di circa 50 centimetri che percorre in verticale tutto il muro e al suo interno possiamo osservare il calcestruzzo composto da pietre di fiume  e malta. Continuando l’osservazione in direzione nord si nota che il muro si riallinea con quello della casa e diventa omogeneo nelle sue parti, pur continuando a mantenere lo stesso modulo stratigrafico.

Prima di questo punto vi è una parte costruita a pietre squadrate esattamente uguali a quelle gia osservate in altre zone, anche il laterizio è simile e corrispondente agli altri tratti di mura.

Nella parte più alta , quella che degrada nella scalinata delle “grotte” il muro è stato completamente inquartato con un altro a scarpa costruito in laterizio e pietre di fiume, probabilmente per mettere in sicurezza il vecchio muro che aveva perso parte della stabilità  come testimonia la lesione che ho descritto sopra.

 

 

In questa zona vi doveva essere anche un butto che raccoglieva le acque del castello nel lato ovest, del tipo di quello in via bastioni, è sempre esistente infatti una grossa apertura nella muraglia in seguito tamponata per motivi igienici, dove tuttora scorrono le acque di scarico.

In questo punto l’altezza delle mura raggiunge i 7 metri circa.

Continuando l’osservazione dalla parte dell’ex convento,  si percorre tutto il tratto di mura sotto le case dove possiamo osservare sia alcuni contrafforti costruiti per irrobustire la struttura, sia alcune piccole aperture che forse in origine erano feritoie del tipo di quelle presenti in vicolo Petresi.

All’altezza della fontanella pubblica nella chiostra a circa metà strada  c’era sicuramente una torre del tipo di quella alla bigattiera , si vedono ancora i resti delle fondamenta  in forma circolare e il piano di appoggio, c’è ancora il soprapasso che permetteva l’accesso alla parte più alta della torre e ora è usato come terrazzo, . Negli orti sottostanti sono osservabili una grande quantità di laterizio e pietrame, nonché alcune porzioni di muro sempre legato, con la stessa tipologia di costruzione.

 

 

 

 

 

 

 

 

La struttura rivolta verso ovest terminava con una grande torre circolare allineata con il  vicolo Petresi e localizzata esattamente sul piano stradale proprio dove ora via Battisti  forma una curva. Questa strada infatti è stata costruita alla fine dell’ottocento e fu necessario l’abbattimento della torre.  Durante l’inventario dei beni della Parrocchia abbiamo ritrovato una stampa dei primi dell’ottocento raffigurante San Verano, l’incisore ha raffigurato dietro il santo il paese di Peccioli in cui si vede bene il torrione in via Battisti e altre strutture non più esistenti.  La torre è presente anche nel catasto Leopoldino del 1830. Oggi di questa struttura è rimasta la fondazione e qualche residuo murario che possiamo vedere sporgendosi da via Battisti  verso gli orti sottostanti.

Da questa torre il muro continuava in direzione est allineandosi con il camminamento di Vicolo Petresi. Via Borgherucci usciva con una porticciola   anche essa presente nel catasto Leopoldino, e con uno stretto viottolo scendeva ripido sotto il paese, passaggio privilegiato per raggiungere la fonte nova, unica risorsa di acqua potabile fino al secondo dopoguerra

 

 

 

  

 È vietata la riproduzione, anche parziale, delle pagine di questo sito salvo richiesta agli autori. Gli Enti e le persone dei quali sono pubblicati testi e/o immagini possono, invece, farne l'uso che ritengono più opportuno