INTRODUZIONE
Questo
studio ha come oggetto una descrizione delle mura medievali di Peccioli
e per esteso di tutte le strutture coeve aventi una funzione militare e
comprese nel sistema difensivo del castello. Dall’analisi delle fonti
storiche emerge la l’importanza strategica di tale
castello, aspramente conteso tra la repubblica Pisana, Firenze
e il Vescovo di Volterra. Negli Annali Pisani di Bernardo
Marangone
si legge:
"peditum
et sagittariorum super castellum de Pecciori, quod castrum cum
aliis longo tempore multas iniurias Pisanis intulerat: in quo erant
milites CCCC et pedites tria milia ad bellum parati, et castrum erat
tutissimum, vallo et muro fortissimum; et eius burgos igne
cremaverunt, et magnam partem muri et muniorum destruxerunt; et castrum
Pave, quod erat rocca fortissima, uno die ante pugnando ceperunt,
et igne demum incenderunt, et alia duo castella igne succenderunt, Post
aliquot dies, omnes de castro de Pecciori, a maiori usque ad minorem,
omnia commandamenta Pisanis Consulibus eorumque successoribus iuraverunt".
Delle
"fortissime mura" descritte non è rimasto
molto: durante gli assedi e le battaglie medievali infatti si
provvedette spesso all’abbattimento e allo smantellamento di alcuni
tratti di esse, praticando alcune falle nelle mura che facilitavano l’ingresso
delle truppe con il conseguente “sacco”, ma nuove esigenze difensive
costringevano a ripristinare in breve tempo il sistema difensivo.
E’ stato poi il consueto riutilizzo dei materiali da costruzione che
hanno trasformato le mura in un fornito deposito di mattoni e pietrame.
Concausa del degrado anche la perdita di importanza
che queste strutture hanno avuto con l'evoluzione dei sistemi di
combattimento, già dal 1500 veniva introdotta l'artiglieria
pesante, contro la cui offensiva nulla potevano le antiche mura, e
l'unione sotto l'insegna Medicea Spostava i teatri di battaglia su altri
confini. In tempi recenti si deve sottolineare che anche l'incuria e il
disinteresse hanno fatto la loro parte, e le avventure edilizie dei
nostri anni ‘70 -‘80 non hanno certo contribuito alla conservazione
della memoria che queste strutture ci tramandano. Tuttavia a dispetto di
queste vicissitudini si può osservare ancorala presenza di alcuni
tratti di mura, quando non siano state inglobate nelle costruzioni. E'
oggi in corso un’opera di rivalutazione generale di queste strutture
nascoste tra le case delle città, e senza dubbio l’argomento
gode di una rinnovata attenzione , se ne ha testimonianza leggendo
le molteplici pubblicazioni locali sulle torri di Ponsacco, la rocca di
Capannoli, il castello di Lari , le mura di Cascina ecc ecc.
Eppure
fino a meno di dieci anni fa si assisteva ad una quasi
sistematica distruzione delle antiche strutture per fare spazio a nuovi
edifici, e in poco tempo si è passati dalla distruzione sistematica al
restauro scientifico. Il centro storico di Peccioli è uno dei
più vasti tra i paesi della Valdera, ed è tuttora racchiuso nel
perimetro delle antiche mura su
cui ,è doveroso dirlo si appoggia tutto il Paese attuale.
Le
vicende militari
Lo
smantellamento dell’antico castello e delle mura perimetrali ha avuto
alterne vicende: i primi danni al sistema difensivo dell’importante
castello di Peccioli sono stati causati dai combattimenti avvenuti nei
secoli.. Per maggior chiarezza abbiamo raccolto tutte le testimonianze
storiche edite
riguardanti
i combattimenti avvenuti
intorno al castello di Peccioli e che potrebbero aver provocato un
intervento di abbattimento sulle strutture difensive.
Il
primo scontro documentato nel castello di Peccioli risale al 16 aprile
1152 ed è raccontato dettagliatamente dal Tronci nelle sue Historie
Pisane.
Il popolo con a capo il Giovanni Borgherucci
ribellandosi al dominio di Pisa organizzò un esercito e si
diresse contro tutti i borghi della Valdera fedeli a Pisa. I pisani per
tutta risposta inviarono 400 cavalieri e 3000 fanti che il 24 giugno
costrinsero Peccioli alla resa. Così dice il Tronci: “Peccioli
era il castello principale di Val d’Era. […] Là dunque si diressero
Primamente i Pisani [...] stretto gagliardamente e assediato dovette
rendersi a discrezione e patì il sacco [...] Con castelli di legnami e
arieti l’esercito Pisano diede l’assalto [...] La rocca dalle
fondamenta rovinata”. Sappiamo che Giovanni
Borgherucci fu catturato, ma la strada scelta dai Pisani fu quella della
pacificazione dato che lo stesso fu trattato con benevolenza e con
rispetto. Probabilmente la rocca fu prontamente riparata per poter
resistere intorno ai primi anni del XIII secolo alla battaglia condotta
dal Vescovo di Volterra sulla supremazia dello stesso castello, e per
tale scontro Pisa ricevette l’interdetto.
Nel
1282 Peccioli fu di nuovo protagonista di una ribellione contro Pisa: i
Guelfi di Peccioli cacciarono tutti i ghibellini che vi erano e fecero
lo stesso con tutti gli altri castelli della Valdera, questo episodio si
inserisce tra i complotti Fiorentini per indebolire Pisa.
Nel
1288 i Pisani ricomposte le forze organizzarono una spedizione nel
castello di Peccioli e con l’aiuto dei ghibellini rifugiatisi nel
castello di Morrona “Diedero una sanguinosa rotta ai guelfi di
Peccioli e gli indebolirono in modo che non poterono da indi in poi far
tanti danni ai Pisani” anche
in questo caso le parole potrebbero essere interpretate con una
distruzione ampia delle strutture militari quali le mura e le torri.
Nello stesso contesto altre battaglie e assedi dovettero subire i
Pecciolesi, visto che già
l’anno seguente il castello non era più sotto il controllo di Pisa, i
quali lo riebbero solo con la pace di Fucecchio nel 1293, accettando in
cambio di abbattere le fortificazioni di Pontedera.
Nel
1362 la guerra per il possesso del castello si riaccese, e i fiorentini
con a capo il Capitano di guerra Bonifazio Lupo,
nel mese di giugno dello stesso anno tentano invano di prendere
Peccioli ma si devono accontentare di Ghizzano,
l’assedio al castello durerà ben due mesi
e i fiorentini avvicenderanno vari capitani nell’impresa, tra
cui Rodolfo da Varano e Aldobrandino Orsini. Nel successivo mese di
agosto il castello viene espugnato facendo crollare una torre della
rocca e con essa 40 braccia di mura, “la torre cadde in sulle
mura della terra e di quelle abbattè bene quaranta braccia”.
Per questa vittoria alcuni dei combattenti accampati nei pressi di
Montecchio chiedono a Firenze paga doppia e ricevendo un rifiuto formano
la compagnia del Cappelletto con a capo Niccolo da Montefeltro.
Due
anni avanti nel 1364, I Fiorentini di Peccioli tornarono ad essere
sconfitti in una battaglia Condotta da Manetto Di Jesi Proprio sotto il
castello,
Nel
1406 i Fiorentini ripresero il possesso grazie al tradimento di due
Terrazzani, Pietro Gaetani e Giovanni Gambacorta, i quali come premio
ricevettero tutti i terreni confiscati.
Ancora
nel 1431 la terra di Peccioli fu occupata da Niccolò Piccinino al
servizio del Duca di Milano, I Fiorentini lo riconquistarono e per
ovviare ad altri tradimenti da parte dei terrazzani furono
atterrate buona parte delle mura.
Siamo
fuori dal medioevo e l’ingresso nell’epoca Moderna vede l'evolversi
delle guerre d’Italia con
ancora coinvolto il castello di Peccioli. Nel 1529 Pirro Colonna
Capitano agli ordini dell’impero di Carlo V
Fronteggia proprio a Peccioli l’esercito Fiorentino con a capo
Ercole Rangoni il quale ne uscirà sconfitto.
Da
questo momento subentra una nuova fase per Peccioli, molto più
tranquilla per gli abitanti ma non per le strutture militari. I secoli
dopo il ‘500 vedono un lento e progressivo degradamento delle mura e
di tutte le strutture militari che
avanza fino ai giorni nostri, se nel ‘500
si possono leggere nell’archivio comunale alcune deliberazioni
per interventi atti a riparare le mura,
‘dal 600 si susseguono deliberazione per l’abbattimento delle
stesse.
Nel
‘700 in particolar modo si ha una sistematica distruzione che vede
coinvolte le mura in via Borgherucci, e in via Bastioni, è a circa
metà del secolo che viene atterrata l’unica torre superstite della
rocca, prima di allora proprietà dei Capitani di parte Guelfa di
Firenze.
L’aumento
della popolazione dei secoli a noi più prossimi richiede nuovi
spazi abitativi e nuove strade, il
1800 infatti si ha la costruzione del ponte sull’era, della piazza
Cesare Battisti e della Via Battisti, questo ultimo intervento comprende
la demolizione di un torrione che era collocato all’altezza della
curva poco prima dell’incrocio con via dei Cappuccini, la cui presenza
è documentata anche nel catasto Leopoldino.
Nel
secondo dopoguerra il decadimento culturale e la ricostruzione Bellica
senza regole provoca il definitivo declino di alcune strutture tra le
più significative l’abbattimento della torre di Corbiano detta dell’amicone
la costruzione di nuovi edifici in appoggio alle mura del Fosso, la
chiusura della porticciola che collegava Corbiano con il fosso. Le
superfetazioni spesso costruite abusivamente
quali le strutture a zaino scarichi ecc. anche su edifici di
notevole importanza come le torri, sono ormai numerose, e solo nell’ultimo
anno (2004) si è arrivati ad una organica regolamentazione della
materia
METODOLOGIA
DEL RILIEVO
La
ricerca è divisa in due parti, la prima comprende alcune osservazioni
con commenti di carattere storico-cronologico sulla tipologia edilizia
medievale, la seconda parte riguarda il lato scientifico, con alcune
indagini fisico chimiche e mensiocronologiche sui materiali usati per la
costruzione, le quali consentono di datare con una certa precisione le
mura.
Nell'immagine
sopra abbiamo ricostruito l' ipotetico perimetro che le mura
avevano nel periodo di massima espansione, quando cioè il paese
si era ingrandito a ovest e a sud con l'attuale parte di via
Borgherucci e Via Monsavino il "Giardino". E'
presumibile che nel primo periodo dell'incastellamento dell'alto
medioevo la cerchia di mura non avesse questa estensione, ma
fosse limitata al perimetro che racchiude il poggio della
castellaccia, nella parte centrale del paese delimitata dalla
via Roma a est, via Marconi a nord, via Matteotti a ovest e
dalla piazza del Popolo a sud. Questa ipotesi è supportata da
alcuni toponimi che ancora nel 1500 venivano usati, quali quello
di Pieve vecchia, (vedi "il
sito della castellaccia.....") nella parte sud del
poggio, che farebbe presumere che all'interno del perimetro del
poggio vi fosse una antica chiesa, poi ricostruita nel luogo
attuale qualche secolo dopo. Altro elemento a favore potrebbe
essere l'estensione del terreno del poggio, il quale ancora nel
1500 conteneva vari appezzamenti di terreno con moltissimi ulivi
e alberi da frutto, cosa oggi inimmaginabile vista la ridotta
estensione del piano della castellaccia. Lo sviluppo che ne è
conseguito, a cerchi concentrici, è quello caratteristico
di tutti borghi murati su una elevazione naturale dalle
caratteristiche simili alla collina tufacea di Peccioli,


Il primo nucleo della rocca
OSSERVAZIONI
SULLA TIPOLOGIA COSTRUTTIVA
Dalle
osservazione che abbiamo potuto effettuare sulle caratteristiche
murarie della cortina di Peccioli abbiamo notato alcune
particolarità che si ripetono in diversi punti allo stesso modo, questo
ci ha consentito di sapere quali tratti sono stati costruiti
contemporaneamente, e quali altri invece in altro periodo. Le
osservazioni , con la relativa documentazione fotografica, iniziano
dalla parte nord del paese, e continuano seguendo il senso
orario, in pratica dalla torre d'angolo nella fattoria Gaslini (via del
Carmine) proseguendo verso est fino al sito della distrutta torre detta
dell' Amicone (via Bastioni) la porta volterrana (via carraia) gli
ipotetici resti intorno alla zona del giardino, via del giardino, via
Borgherucci, vicolo Petresi (chiasso delle Monache) fino ad arrivare
alla presunta localizzazione della porta Pisana. Alcune novità sono
emerse durante l'indagine, una riguarda la discontinuità dei tratti di
mura, in alcuni punti infatti vi sono delle improvvise angolature dove
pare che la direzione del muro sia diretta in un altro punto rispetto
alla direzione naturale, cioè verso la successiva torre, questo ci ha
fatto pensare ad una localizzazione alternativa della porta Pisana
rispetto a quella che è tradizionalmente conosciuta. un'altra novità
è la presenza di alcune "porticciole "di cui una molto ben
evidente lungo il tratto che corre parallelo alla piazza del Carmine e
che descriveremo più avanti dettagliatamente


Nella
cartina sopra sono evidenziate in neretto le parti di muratura
che sono attualmente visibili, compresi alcuni tratti inglobati
nelle abitazione ma egualmente osservabili.

Ricostruzione romantica del
borgo, come si doveva presentare intorno al XV secolo ( da
passare le inesattezze)
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