Associazione culturale Tectiana,   ricerche storiche  per  un contributo alla memoria della Valdera e per la valorizzazione dei beni culturali   

 

Volontariato per la cultura locale

Cisterne e fonti antiche nel territorio Pecciolese
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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CISTERNE  E  FONTI NEL TERRITORIO PECCIOLESE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Introduzione

 

L’acqua, durante l'età feudale, rappresentava l'elemento primario per la sopravvivenza degli abitanti di città "incastellate" continuamente poste sotto assedio. I pozzi oppure le cisterne, nei luoghi in cui l'acqua scarseggiava, erano d'abitudine posizionati nella parte centrale della città o in zone fortificate (la rocca, fortezza, ecc..).

Focalizzandoci sulla piccola realtà di Peccioli, abbiamo verificato  il paese, che sorge in collina, ha da sempre sofferto della carenza di acqua. Una prima indicazione è data dall’assenza nel paese medievale, di pozzi o sorgenti d’acqua perenni e dalla  presenza di cisterne, pubbliche o private, in cui l’acqua piovana era raccolta direttamente dalle falde dei tetti degli edifici.

Questa scarsità è probabilmente dovuta alla natura geologica della collina pecciolese, costituita, nella sua parte superiore, da sabbie compatte ma permeabili  e argille sabbiose, nella parte che degrada, a est e a ovest, e in cui si trovano il torrente Racosa e il fiume Era.

L’acqua penetra negli strati sabbiosi della collina superiore e drena fino alla falda acquifera dei corsi d’acqua a valle. E’ proprio per questo che già ai piedi del castello, erano  presenti e censiti nel Catasto lorenese del 1830,  pozzi per uso domestico, a servizio delle case coloniche extraurbane.

Per i contadini abitanti nei poderi (localizzati anche a poche centinaia di metri dal paese), la mancanza dell’acqua non era un problema, mentre lo era e creava forte disagio alla popolazione urbana. E' ancora vivo  tra gli anziani il ricordo delle lunghe file che dovevano fare le massaie e i loro figli davanti al casotto, o come si diceva “al manfano” delle cisterne comunali, muniti di "mezzine" o secchi, già dalla mattina presto. Facevano eccezione i proprietari degli edifici signorili, dotati al loro interno della cisterna, che  raccoglieva la pioggia dai tetti tramite un condotto. 

Di seguito sono descritte e differenziate per localizzazione, le cisterne o le fonti ubicate all’interno e all’esterno del paese, ancora oggi presenti, anche se quasi invisibili agli occhi dei più.

 

CISTERNE E FONTI ALL’INTERNO DEL CENTRO STORICO DI PECCIOLI

 

Per la natura sabbiosa della parte superiore della collina di Peccioli, dove è localizzato il centro storico, non sono presenti pozzi, ma solo cisterne, siano esse pubbliche che private. I fabbisogni idrici degli abitanti del paese erano soddisfatti in passato da 3 cisterne comunali urbane e 2 fonti pubbliche extraurbane.

 

Cisterne presenti in Peccioli prima della costruzione del civico acquedotto

 


Prima cisterna comunale

L’esistenza di questa cisterna in prossimità della Piazza del mercato (Piazza del Popolo), risale almeno al XVI secolo, come dimostra la sua presenza nella Pianta della Castellaccia del 1569 (Archivio di Stato di Pisa – Fondo Famiglia Upezzinghi). La cisterna dovrebbe ancora trovarsi sotto la piazza ed è probabile che in essa siano ancora convogliate le acque del loggiato e di qualche edificio delle vicinanze. Il “casotto” per la distribuzione dell’acqua era ubicato in appoggio, all’esterno del primo pilastro del loggiato.

Foto d'epoca in cui si intravede il casotto della cisterna della Podesteria


Seconda cisterna comunale

L’esistenza di questa cisterna di fronte al Palazzo della Podesteria (Palazzo Pretorio) su Piazza Domenico da Peccioli, risale almeno al 1700. Nell'archivio comunale si possono leggere le Deliberazioni per lavori eseguiti alla cisterna, sui tetti e alle condutture degli edifici circostanti, che convogliavano l’acqua piovana.

Attualmente la cisterna pubblica è ancora presente sotto la Piazza Domenico da Peccioli e sono ancora visibili due tombini in pietra serena che danno accesso alla cisterna.

 

Immagine dove è visibile il casotto della cisterna di piazza


Terza cisterna comunale

Questa cisterna era posizionata nell’attuale Piazza del Carmine, dove ancora oggi è presente la fontanella pubblica. Non sappiamo con esattezza dove sia localizzato il tombino d’accesso in quanto è stato coperto dalla pavimentazione. L’esistenza di questa cisterna è documentata in una foto dei primi anni del Novecento, in cui si vede un casotto coperto a tetto semisferico, con sportello. Si suppone che essa fosse più recente delle altre, poiché era ubicata fuori del perimetro del castello medievale.

Immagine della cisterna del Fosso

 


Cisterne all’interno di edifici privati

Non crediamo sia ad oggi mai stato eseguito un censimento delle cisterne private ubicate all’interno del Centro Storico del Castello di Peccioli. Sarebbe senz’altro interessante, anche per capire la tipologia costruttiva di tali cisterne e per verificarne la funzionalità.

L’unica cisterna menzionata nella bibliografia di riferimento è quella all'interno della chiostra del palazzo Pescatori di Piazza Monsavino [1]. E' comunque certo che tutti i palazzi signorili ne siano stati dotati.

Altra cisterna privata conosciuta è quella ubicata all’interno del Palazzo della Fattoria dello 'Spedale Nuovo di Pisa oggi sede della Belvedere spa. Questa cisterna, secondo alcune testimonianze, pare che sia molto grande.

 


 

Fonti pubbliche presenti in Peccioli dopo la costruzione del civico acquedotto

 

Nel 1933, durante il periodo in cui Peccioli era amministrata dal Commissario Prefettizio cav. Francesco Casati, fu realizzata vicino al fiume Era, nel territorio del Comune di Terricciola, la stazione di captazione dell’acquedotto comunale. Originariamente questo serviva esclusivamente il Comune di Peccioli e, solamente nel dopo guerra, il servizio fu esteso anche ai Comuni di Terricciola e Capannoli.

L'arrivo dell'acqua potabile all’interno delle abitazioni non fu tuttavia contemporanea alla costruzione della rete idrica, ma si diffuse gradualmente con allacci esclusivi per acquai. I bagni invece erano per la maggior parte inesistenti o limitati al solo scarico a sedile in comune a molte famiglie, e solo più tardi negli anni ’50-60 si diffusero i primi bagni esclusivi per appartamento spesso ricavati da superfetazioni.

Queste fonti rappresentano al di là della loro limitata funzione di oggi, la testimonianza storica di un progresso enorme per la popolazione che si è sviluppato nel giro di pochi anni.

Ecco perché, a nostro parere,  queste fonti dovrebbero essere valorizzate.

Premesso quanto sopra si capisce chiaramente la necessità di posizionare una fonte pubblica del  civico acquedotto in ogni rione del paese.

Queste fonti di ghisa sono ancora oggi localizzate nei quattro rioni del Centro Storico, così elencate:

-         fonte detta del Paoli, Rione messico?? Corbiano (ex Terziere di Sant’Andrea ) posta in angolo tra Via Zucchelli ed il vicolo Baldasserini, proprio sotto il Palazzo Zucchelli;

-         fonte detta della Carraia, Rione Carraia (ex Terziere di S.Jacopo) posta in angolo tra Piazza Monsavino e la Via Carraia in prossimità della Porta Volterrana ;

-         fonte detta del Fosso, Rione Fosso (area fuori dalle mura) posta sulla Piazza del Carmine in prossimità dell’incrocio con Via Mazzini;

-         fonte detta di S.Francesco, Rione Borgherucci (ex Terziere di S.Lorenzo) posta sulla Piazzetta Scarselli ;

 

Alcune di queste sono state ubicate su precedenti siti dove erano localizzati i casotti delle cisterne comunali[2].

Ai Pecciolesi di oggi, specialmente alle nuove generazioni, questi  oggetti appaiono quasi un reperto archeologico, inutile, o poco igienico, a volte ingombrante.

         

 Da sinistra, la fonte in via Borgherucci, la fonte di via Carraia, la fonte del Paoli


 

FONTI ESTERNE AL CENTRO STORICO DI PECCIOLI

 


 

La fonte Pisana , manufatto posto ad un livello seminterrato, ancora oggi funzionante ed a servizio degli orti limitrofi.

L'antica fonte era censita già nel 1500. E’ localizzata dietro ai fabbricati di nuova costruzione che prospettano su Piazza F.lli Rosselli. Posta lungo un’antica via comunale, accessibile sia dalla medesima Piazza Rosselli, sia dal soprastante Podere del Giojello (di proprietà comunale in Via dei Cappuccini). Anticamente era presente lì vicino un’altra fonte, detta Fonte Vecchia (era ubicata un centinaio di metri dalla Fonte Pisana). Già censita al 1400, oggi sono rimasti dei ruderi coperti da un folto roveto. E’ probabile, vista la vicinanza, che la fonte sia andata in disuso dopo l’apertura della fonte pisana. Entrambe le fonti sono presenti all’interno del catasto lorenese  del 1830. Una curiosità non da poco è stata la presenza nel 1622 di una peschiera della fonte Pisana, di cui sarebbe interessante verificare se ancora oggi sono presenti resti in superficie o se è stata interrata.

 

   

Immagini dell'antica fonte Pisana

 


La fonte Nuova , costruita molto probabilmente ai primi del 1800[3] era posta, lungo la strada comunale che da Peccioli portava verso Casanova e la Via Maremmana (oggi Sarzanese-Valdera). Nel catasto sembra presente oltre al casotto per l’emungimento dell’acqua anche un piccolo manufatto ad uso di lavatoio. Oggi è completamente abbandonata, ma vi sono ancora considerevoli resti. I lavatoi adiacenti, sfruttavano la stessa acqua, ed erano composti da tre vasche, una per le persone, una per gli animali, ed una per gli infetti.  

Per entrambe queste fonti, come anche per i ruderi della Fonte Vecchia, potrebbe essere previsto un restauro a fini di memoria storica con recupero degli antichi percorsi che vi conducevano. Oltre tutto, recentemente la Regione Toscana, ha emanato una legge sull'erogazione di contributi ai Comuni per salvaguardare le risorse idriche, le fonti storiche, i  lavatoi,  anche se non sono beni tutelati, quindi non sottoposti alla legislazione dei beni culturali.  

 

 

Toponimi di fonti esterne al paese trovate

nel fondo Fiumi e Fossi dell’ASPi

 

-         Fonte appresso Porta Pisana, censita già al 1500, non individuata ;

-         Fonte Mazuola, la fonte non è stata individuata, ma è rimasto ancora il toponimo del podere Fonte Mazuola o Mazzuola. Inoltre tra i confini delle proprietà è stata rilevata la presenza del botro della fonte mazzuola accanto al toponimo Mezzani (oggi vi sono due poderi).

o       E’ stato poi rilevato anche un confine tra la Costia e la Fonte Mazzuola. E‘ quindi molto probabile che la fonte sia stata localizzata tra il podere Fonte Mazzuola, l’inizio della salita della Costia ed il podere dei Mezzani, con scarico finale nel botro nella Racosa ;

-         Fonte Orsegli o Orselli o Orsei o al Sei , rammentata gia dal 1400 fino al 1690, non individuata;

-         Fonte al Ginestraio, rammentata già nel 1547 posta tra il Poggio al Pino e la Pieve al Pino, non individuata;

-         Fonte di Gaddo sotto al Poggio al Pino, rammentata già al 1560 e poi al 1622 , probabilmente Fonte al Pino al 1690 , verso il torrente Racosa, non individuata ;

-         Fonte Ginestra, rammentata nel 1560 posta sotto al podere del Poggio, non individuata;

-         Fonte al Carpino presente già nel 1547 ma non individuata;

-         Fonte di Matano o Mattano o Fonte di Matano o vero Racosa, rammentata già al 1547 e successivamente fino al 1690, non individuata. E’ molto probabile che questa fonte sia stata vicino alla località detta oggi Le Matane,a metà della collina di Peccioli, lato est direzione Poggio al Pino;

-         Fonte di Chioccia o vero Chioccia o vero in Era morta, probabilmente vicina al fiume Era dietro l’abitato di Selvatelle Comune di Terricciola (dove è presente il toponimo Era Morta);

-         Fonte de peri, già rammentata nel 1622 e nel 1690, ancora funzionante, è oggi in Comune di Terricciola, su una collina (Piaggia) che sovrasta l’argine sinistro dell’Era tra la stazione di pompaggio dell’acquedotto consorziale ed il podere della Fornace (sulla destra dopo il ponte).  

 

Fonte nei pressi della Rosa di Terricciola

 

Resti dei lavatoi accanto alla "fontenuova"

 

Il pozzo della "fontenuova"

I nuovi lavatoi costruiti nel dopoguerra

 

                                                                                                  

                                                                                                   

 

Peccioli  

Mauro Montagnani  

Lì 27 Settembre 2005

Andrea Bertini  

 

 

Bibliografia consultata

 

F.Trombi “Il castello di Peccioli e il suo territorio nei secoli XIV-XVI - Le istituzioni,l’insediamento, la proprietà “ – Collana Quaderni Pecciolesi

Arianna Merlini ”Tra chiassi, vicoli e strade attorno alla Castellaccia – Collana Quaderni Pecciolesi

 

A.Nesti“Peccioli ed il suo territorio-vita quotidiana e società nel ‘900” , edito dall’Amministrazione Comunale,

 

Fonti archivistiche

 

Archivio di Stato di Pisa(ASP) – Fondo Fiumi e Fossi di Peccioli .

Archivio Storico Comunale di Peccioli – Deliberazioni e Partiti .

 



[1] A. Merlini ,”Tra chiassi, vicoli e strade attorno alla Castellaccia”, Quaderni pecciolesi,  p. 10.

[2] Vedi quella del Fosso .

[3] in quanto nelle ricerche d’archivio presso l’ASP non l’abbiamo mai trovata mentre è censita nel catasto lorenese del 1830

  

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