Associazione culturale Tectiana,   ricerche storiche  per  un contributo alla memoria della Valdera e per la valorizzazione dei beni culturali   

Volontariato per la cultura locale

La Chiesa della Madonna delle Serre, Peccioli
Il DIPINTO
LA FESTA
LA CHIESA
 
 
 
 
 
 
HOME
CONTATTI
 

 

 

 

 

 

 

 

La Chiesa della Madonna delle Serre

 

 

   


Le origini

 

Benché fino ad oggi non sia stato possibile reperire documenti sull’edificazione della primitiva chiesa, alcune considerazioni fanno pensare che la costruzione risalga a prima del 1356. E’ infatti in questa data che si ha menzione di una chiesa    descritta nei documenti come “ Ecclesia de S. Michaelis de Carpugnano”, posta alla fine del Sesto di Valdera[1]. La Chiesa attuale è infatti molto vicina ad una antica struttura ormai rovinata che mantiene ancora oggi il toponimo di “Carpugnano[2]”. Nel 1423 si trova ancora  annotata nelle visite Pastorali come “Ecclesiam de S. Michaelis de Carpugnano in Plebatu de Peccioli”,[3] a questa data la chiesa non era in buone condizioni, non era curata ed era priva di un rettore, alcuni mesi dopo (3/3/1423) la chiesa fu riparata in alcune parti e vi fu nominato un rettore, Ser Antonius[4].

 

Dopo il ‘500

 

Nel 1520 la chiesa si trova ancora con il nome di S. Michele a Carpugnano, nella visita pastorale di questo anno si legge che il rettore era certo “ Bastianus Francisci Gherardi de Peccioli e aveva una rendita di dieci “saccha di grano”.[5]

Pochi anni dopo fu livellario della chiesa e di carpugnano Piero di Alamanno Salviati il quale nel 1538 fondò con i beni della diruta chiesa di S Michele la compagnia dei Santi Jacopo e Rocco in S. Verano a Peccioli.[6] Piero de Salviati cedette Carpugnano e probabilmente anche la chiesa di S Michele a Francesco di Vincentio del Cav. Vangelista Almeni  di Firenze.[7]

Nel 1618 la chiesa fu visitata dal Vescovo Bernardo Inghirami  il quale dispose che vi fosse celebrata una messa  nella festa di S Michele e una nella festa di S. Antonio. L’oratorio è in questi anni è chiamato di San Michele alle Formiche[8], forse in relazione ad un miracolo accaduto in un’altro tempio dedicato allo stesso Santo. Il rettore dell’oratorio è Francesco degli Almeni che si impegna a a fornire come rendita 24 sestari di frumento, 12 giare di Vino, 1 barile di olio, e 12 scudi all’anno. Gli Almeni in questo periodo arricchirono la Chiesa commissionando un bellissimo dipinto di una Vergine con il Bambino.

Nel libro delle visite pastorali risalente al 1677 del Mons. Carlo Filippo Sfrondati è raccontato un miracolo avvenuto proprio nella chiesa. Si legge infatti che nel 1618 il figlio di Domenico di Malerba, un agricoltore di Lajatico, avrebbe ricevuto dalla Vergine, che è raffigurata sul dipinto,  pane per circa un mese, passandolo per le fenditure della porta dell’oratorio. Il caso fu esaminato dal Vescovo di Volterra, e 10 anni dopo fu accertata l’autenticità del miracolo. Fu imposto quindi al Presbiterio di Montefoscoli, Giovanni Francesco dei Mancini, di celebrare una messa in presenza del ragazzo[9].

La proprietà del sito rimase agli Almeni di Peccioli fino al 1764, anno in cui l’ultimo esponente della famiglia, Giuseppe Gaetano Gaspero, morì. In questo periodo la chiesetta non doveva essere in buone condizioni infatti fu restaurata, probabilmente a spese della comunità, come possiamo leggere in una lapide posta su di una colonna del portico : “AD/FU-FA-TA-DI/CHARITA/1740”.

La chiesa ebbe in un periodo non ben precisato anche la dedicazione alla Madonna della neve, antico culto nato a Roma nel IV secolo a seguito di un miracolo consistente in una nevicata avvenuta il 5 Agosto del 358, nel luogo dove venne poi costruita la Chiesa di Santa Maria Maggiore. Anche alla Chiesa delle Serre, una leggenda popolare indica una nevicata fuori stagione avvenuta all’inizio di agosto.

Nel 1776 la chiesa insieme a tutta la fattoria fu comperata da un commerciante di Livorno, Giovanni Filippo Berte, il quale appose lo stemma di famiglia che ancora oggi possiamo vedere ben conservato sul fronte della chiesa. La chiesa fu anche usata come sepolcreto dalla famiglia Berte, i familiari defunti venivano posti sotto il pavimento del portico, le lapidi di marmo furono rimosse quando la proprietà passò ai fondi rustici. I Berte, divenuti  agli inizi dell’800 Dufour Berte,  donarono la campana che si trova ancora sul campaniletto a vela sul lato sud, sopra vi è scritto: “TERZO RAFANELLI E FIGLI FONDITORI A PISTOIA AD 1872”

Oggi la chiesetta è compresa nella proprietà della ex Gaslini, ogni prima domenica di maggio si celebra la festa con un pellegrinaggio notturno conosciuto come “la fiaccolata sulle serre”. Anticamente la festa si svolgeva trasportando, proprio durante la fiaccolata, il dipinto della Vergine dalla chiesa di S. Verano fino alla chiesa delle serre.

   Andrea Bertini

                         

 

 

 

            

 

 



[1]  S. Mori  “Pievi della Diocesi Volterrana Antica” in Rassegna Volterrana,  Sinodo Belforti.

[2] Nelle decime degli anni 1302 e 1303 risulta anche un ospedale di S. Giovanni  in “Carpignano”.

[3] “28/2/1423, (carta 127v) visitavit ecclesiam S. Michaelis de Carpugnano in plebatu de Peccioli Vulterrane Diocesis, Cujus ecclesie nullus est rector et est tota destructa et non habet nolam nec etiam est curata et multos homines de castro chianni interrogavimus et nobi nescerunt aliquid respondere”  nella visita pastorale si identifica anche un’altra chiesa con lo stesso toponimo nel piviere di Strido, si tratta probabilmente di un errore di trascrizione, poichè le notizie di quella chiesa coincidono successivamente con quelle della chiesa di Carpugnano di Peccioli, dove esiste il toponimo distante un centinaio di metri dalla chiesa.

[4] visitavit ecclesiam S. Michaelis de Carpugnano plebatu de (...) Cuius ecclesie rector est Ser Antonius, et prefata ecclesia est coperta et cum tecto et stat satis bene et sine nola et noon est curata.

[5] 20/9/1520, visitavit ecclesiam S. Michaelis de Carpugnano Cuius est rector Ser  Bastianus Francisci Gherardi de Peccioli : est solo equata et vix apparent vestigia. Est valoris saccorum decem grani.

[6] Archivio VescovileVolterra. Atti civili n. 137 c177

[7] Gli Almeni, antica famiglia di origini Perugine, furono consiglieri alla corte del GranDuca Cosimo I, il quale per meriti donò loro la fattoria di Peccioli, appartenuta a sua madre Maria de Salviati. In detta fattoria erano compresi la chiesa e il podere di Carpugnano

[8] La dedicazione a S. Michele alle formiche è comune anche ad altre chiese e monasteri. Nei pressi di Pomarance  sorgono i resti di un antico eremo costruito dai Monaci Celestini nel 1377 e chiamato “San Michele alle formiche” a causa di un singolare fenomeno: negli ultimi giorni di settembre, sciami di formiche alate si riunivano intorno all’antica campana del monastero. Quando nel secolo XVIII, dopo l’abbandono dell’eremo, la campana fu collocata nella torre del Marzocco a Pomarance, le formiche si radunarono ancora lì, secondo la versione popolare, per riportare la campana sul poggio di Spartacciano. Ad Aerzelato in Lunigiana una leggenda racconta che San Michele manda sciami di formiche volanti a morire sul campanile della chiesa perchè indispettito da un'antico affronto. Secondo questa leggenda infatti, San Michele era solito regalare tutti gli anni alla gente del luogo due cinghiali, uno il più grosso veniva macellato, mentre l'altro doveva essere lasciato libero nel bosco, una volta successe però che vennero macellati entrambi, da allora San Michele per punizione, manda tutti gli anni solo sciami di formiche volanti.

[9] Visita pastorale di Mons. Carlo Filippo Sfrondati 14 ottobre 1677 , Peccioli, Oratorio di San Michele alle formiche.

 

  

 È vietata la riproduzione, anche parziale, delle pagine di questo sito salvo richiesta agli autori. Gli Enti e le persone dei quali sono pubblicati testi e/o immagini possono, invece, farne l'uso che ritengono più opportuno