Associazione culturale Tectiana,   ricerche storiche  per  un contributo alla memoria della Valdera e per la valorizzazione dei beni culturali   

Volontariato per la cultura locale

Un  abitato scomparso, "Catignano"
PARTE I
PARTE II
 
 
 
 
 
 
 
HOME
CONTATTI
 

 

 

 

 

 

RICERCHE STORIOGRAFICHE E BIBLIOGRAFICHE

UN ABITATO SCOMPARSO  "CATIGNANO

 


 

 

PARTE SECONDA

La decadenza dell’abitato di Catignano dal punto di vista storico-militare-politico, non significa che nel medioevo ed oltre, fino al tardo ‘700 , il luogo detto Catignano sia scomparso dai documenti notarili o eccleesiastici. Di quanto sopra ne è testimonianza bibliografica il libro della collana voluta dall’Amminitsrazione Comunale di Peccioli scritto dallo storico F.Trombi “Il castello di Peccioli e il suo territorio nei secoli XIV-XVI-le istituzioni,l’insediamento,la proprietà” , nel quale il toponimo è rammentato per ben 16 volte , 15 per vendite di terreni agricoli ed una per un atto di vendita tra Francesco del Fu Lando da Catignano ed il fratello Ceccho “ della metà della torre murata a mattoni in Catignano indivisa con Ceccho da Catignano” . La presenza di una torre in mattoni può far pensare almeno ad una corte fortificata o ad un piccolo castello .

Della famiglia dei Da Catignano successivamente Catignani, è da sottolineare sia la potenza che l’antica provenienza. Questa famiglia originaria di Catignano, fu padrona fino al 1115 del paese di Peccioli(che confermerebbe l’antica origine di Catignano) ed in quest’anno, come riporta anche M.Bartoli in “Quattro chiacchere sulla Storia di Peccioli” a pg. 64) , cedettero, come era consuetudine per quei tempi, l’intero paese al Vescovo di Volterra . La presenza di questa famiglia in Peccioli, è stata riscontrata negli Estimi Medicei fino al 1700 (fonte ASP Fiumi e Fossi n.2658 e n.2659) , anche se già dopo la metà del cinquecento li troviamo censiti tra i cittadini pisani, segno che si erano già trasferiti ed inurbati a Pisa . La lettura approfondita del Libro di F.Trombi, i documenti storici sopra citati, ci hanno invogliato, circa un anno fa, a tentare di iniziare una ricerca d’Archivio presso l’Archivio di Stato di Pisa , al fine di verificare ed eventualmente trovare conferme scritte sulla localizzazione del paese di Catignano. La ricerca è stata avviata inizialmente verificando le fonti archivistiche riportate nelle note allegate alla pubblicazione di F.Trombi, consultando i fondi Fiumi e Fossi (dal 1547 ai primi del 1800), alcuni fondi della Corporazioni Religiose Soppresse(Certosa di Calci-Ospedale di Santa Chiara) e alcune pergamene o Diplomatici sempre citate nelle note del libro di F.Trombi . Il documento che riguardava la presenza in Catignano di una torre a mattoni, è importante, in quanto ci porta ad ipotizzarne l’identificazione con il Podere della Torre, mentre potrebbe essere verosimile l’identificazione della chiesa di S.Jacopo di Catignano con parte del podere Santa Barbara, in quanto, come già descritto precedentemente, la parte più antica dell’edificio poderale è costruita in blocchi di pietra arenaria squadrata , molto simili ad altri presenti in altre piccole pievi di campagna nella Valdera. Inoltre, se questa ipostesi trovasse conferma, con il supporto di saggi archeologici e di rilievi accurati sul manufatto(come abbiamo già detto precedentemente), si potrebbe identificare nella parte di edificio a bozze di pietra arenaria squadrata, l’antica chiesa di San Jacopo di Catignano.

La presenza di questa “Torre” , dalle ricerche d’archivio in corso, più precisamente dagli estimi del fondo Fiumi e Fossi del 1622 e del 1690, è verosimilmente da associare al toponimo dispregiativo “Torraccia” o a quello più oggettivo “la Torre” entrambi, sempre accompagnati con il toponimo “Catignano” . La ricerca si è poi affinata con l’ausilio del computer, associando il toponimo Catignano con Torre o Torraccia , e ci ha dato n.6 toponimi così descritti :

- n.2 “alla Torre in Catignano” con indicato in entrambi “un pezzo di terra lavorativa alla Torre in Catignano” ;

- n.5 “Catignano sotto la Torraccia” con indicato in uno di questi, “terre, case e parte proprietà in luogo detto Catignano sotto la Torraccia” , mentre per gli altri era invece riportato “un pezzo di terra lavorativa in luogo detto Catignano (di) sotto la Torraccia “.

Successivamente abbiamo analizzato i proprietari che erano riportati.

I due proprietari che posseggono beni con il toponimo “Torre in Catignano” sono rispettivamente :

a) i Marchesi Cosimo e Gabbriello Riccardi ;

b) Monache del Paradiso di Bagno a Ripoli 3 ;

I cinque proprietari che posseggono beni con il toponimo “Catignano sotto la Torraccia” sono rispettivamente :

a) Il cav.Sforzo del cav.Vangelista Almeni di Firenze;

b) Monache del Paradiso di Bagno a Ripoli 3;

c) Monache del Paradiso di Bagno a Ripoli 3;

d) cav Camillo del cav Francesco Maffei

e) Vangelista del cav Sforzo del cav Carlo Almeni di Firenze

Infine abbiamo raccolto i nominativi dei confinanti il bene in oggetto, confrontando questi nominativi anche con due carte dell’inventario cartografico del fondo Fiumi e Fossi dell’Archivio di Stato di Pisa2. Queste carte si sono dimostrate utili perché rappresentano la rete viaria, le case coloniche ed i proprietari (limitatamente a quelli che si affacciavano lungo il corso del Roglio) e sono di epoca poco posteriore ai due estimi di riferimento .

I due beni che hanno il toponimo di “Torre in Catignano” confinavano rispettivamente con :

a) Via comunale/Via Comunale/Alessandro Catignani/Palmerini Vincetio 5;

b) Via maestra/Via maestra/ Alessandro Catignani/Spedale Nuovo di Pisa/ Alessandro Catignani/Palmerini Vincetio 5;

Le due carte del fondo Fiumi e Fossi localizzano i beni del marchese Riccardi e dei Padri Gesuiti(Collegio di S.Giovannino di Firenze ex Monastero del Paradiso di bagno a Ripoli) nella parte a nord ed est del podere della Torre. Ne è conferma la doppia ripetizione delle vie comunali lì presenti, come si può vedere dalle due foto sottostanti .

carta fiumi e fossi

podere la torre fiume roglio
clicca sull'immagine per ingrandire

 

I cinque beni che hanno il toponimo di “Catignano sotto la Torraccia” confinavano rispettivamente con :

a) Alessandro Catignani/Monache del Paradiso di Bagno a Ripoli3/ Marchesi Cosimo e Gabbriello Riccardi/ Marchesi Cosimo e Gabbriello Riccardi/ Alessandro Catignani;

b) Alessandro Catignani/ Alessandro Catignani/ Alessandro Catignani/cav Sforzo Almeni/ Marchesi Cosimo e Gabbriello Riccardi ;

c) Alessandro Catignani/ Alessandro Catignani/ Alessandro Catignani/cav Sforzo Almeni/ Marchesi Cosimo e Gabbriello Riccardi/ Monache del Paradiso di Bagno a Ripoli3 ;

d) Via pubblica/ cav Sforzo Almeni/ cav Sforzo Almeni/ Monache del Paradiso di Bagno a Ripoli3/ cav Sforzo Almeni ;

e) Alessandro Catignani/cav Sforzo Almeni/ Monache del Paradiso di Bagno a Ripoli3/Marchesi Cosimo e Gabbriello Riccardi/ Alessandro Catignani ;

Come già ripetuto precedentemente, le due carte del fondo Fiumi e Fossi localizzano i beni del marchese Riccardi e dei Padri Gesuiti, nella parte a nord ed est del podere della Torre. Per gli altri proprietari e confinanti presenti( cav. Cammello Maffei, cav.Sforzo e Vangelista Almeni, Alessandro Catignani) è probabile i loro terreni siano stati localizzati nella parte più interna e lontana dal corso del Roglio, lì rappresentato .

Ma la notizia più interessante la troviamo analizzando sia i dati su computer sia le due carte in relazione ai confinanti riportati alla lettera d)(il podere della Torre), nelle quali sono presenti contemporaneamente “la strada pubblica” ed “i beni del Monastero del Paradiso3.

La notizia è interessante perché :

- il monastero suddetto aveva beni localizzati sul lato sinistro del Roglio , tra il podere di Santa Barbara(compreso) ed il podere della Torre(lato nord ed est) ;

- E’ probabile che la Torraccia (in mattoni?) che confinava contemporaneamente con la strada pubblica e con i beni delle monache del Paradiso3(come si vede dalla carta soprastante) sia stata localizzata nel podere “della Torre , in quanto altri poderi nella zona con quei confini non erano presenti .

- La chiesa di San Jacopo, qualora fosse confermata la sua identificazione con l’attuale podere di Santa Barbara, sarebbe stata relativamente vicina a Catignano, e posizionata adiacente ad una via importante di traffico, come era consuetudine per i siti delle pievi o delle chiese altomedioevali.

A margine di questo ultimo ragionamento c’è da aggiungere che il toponimo Torraccia, in questa zona è stato associato anche ai toponimi “Pettinucci” o “Pratacci”, entrambi dal catasto Leopoldino del 1830 riportati più ad ovest del podere della Torre .

Infine è da evidenziare la posizione del podere della Torre, che fino al ‘500 anni si trovava al crocevia tra le antiche vie di collegamento di seguito descritte e di cui si può vedere la fotografia sottostante :

a) La direttrice nord-sud da Peccioli-Molino Riccardi-Pontedera-Firenze ;

b) La strada trasversale est-ovest , di collegamento nella pianura settentrionale di Peccioli, che metteva in comunicazione la strada “maestra Pisana” ed il guado sul fiume Era al podere di S.Lazero (lato ovest), con la strada “delle colline proveniente da Legoli-Volterra”, con passaggio sul torrente Roglio(lato est) . Questa strada in particolare era molto utile prima che il marchese Riccardi, livellatario dei beni della Certosa di Calci(oggi Tenuta di Villa Saletta) e rappresentate delle prime sperimentazioni di razionalizzazione agricola4, nel ‘500 facesse costruire il così detto(dalle filze fondo Fiumi e Fossi analizzate) “Lo stradone Riccardi” che univa la pianura settentrionale di Peccioli dall’Era al Roglio. In definitiva la ricerca che abbiamo svolto finora in merito alla possibile localizzazione di Catignano e della sua chiesa dedicata a San Jacopo, ha confermato che i toponimi sono tutti localizzati nella pianura settentrionale di Peccioli, versante sinistro del torrente Roglio. Non abbiamo , purtroppo al momento mai trovato una descrizione d’archivio o riscontrato sul territorio delle costruzioni o dei manufatti edilizi o ruderi che localizzassero con certezza l’ubicazione della chiesa e del paese cercati. Infine si ricorda al lettore, che le ipotesi sopra esposte, sono da considerasi “aperte” a confronti e ragionamenti, possibilmente documentati, di studiosi, archeologi o semplici appassionati di storia locale, e sono state fatte con l’intento di dare un contributo alla risoluzione “del caso Catignano” .

NOTE

1) Il nome deriverebbe dall’essere stata gravemente danneggiata , e successivamente abbandonata, a seguito dell’alluvione biblica del 1333(narrata per la sua portata da molte cronache toscane). A seguito di questa calamità, la sede pievana fu trasferita a Capannoni nel 1385(da documentazione dell’Archivio Arcivescovile di Lucca ripresa dalla sig.ra Bruscoli Urania per la sua Tesi di Laurea dal titolo “Sedi scomparse e fortemente decadute della Valdera”-Università di Firenze Facoltà di Magistero 1973.

2) le carte in questione sono :

a) La pianta regolatore del corso del Roglio dal Mulino Riccardi (Mulino di Roglio) fino allo sbocco nel Carfano (Carfaro) redatta nel 1757 ;

b) La pianta de_______________

3) Successivamente Collegio dei Padri Gesuiti di S.Giovannino sempre di Firenze .

4) Si veda al riguardo quanto descritto nel libro di C.Cresti”la Toscana dei Lorena”pg____ dove parla della tenuta di Villa Saletta

5) I beni della famiglia pisana dei Palmerini sono successivamente confluiti nei beni della famiglia Pini.

Bibliografia e Fonti Archivistiche consultate

R.Francovic, Dalle ville ai castelli, un nuovo paesaggio umano, in La Storia della Toscana-1 Dalle origini a Settecento, a cura di E.Fasano Guarini-P.Pezzino-G.Petralia , Bari 2004 pp. 55-71 ;

Carta realizzata dalle Decime I-II P.Guidi e M.Giusti Tuscia I-II Le decime degli anni 1274-80 e 1295-1304 –Retiones Decimarum Italiane – Citta del Vaticano, 1932-40 ;

Bruscoli Urania, Sedi scomparse e fortemente decadute della Valdera - Università di Firenze Facoltà di Magistero 1973 pp.97-98, estratto in parte da G.Caciagli – Monografia Storica della Provincia di Pisa – volumi 1 e 2 – Pisa 1970

E. Repetti, Dizionario geografico fisico, storico della Toscana-volume quarto p.623 Firenze 1843-46

Gigi Salvagnini, Montefoscoli mille anni di storia” , all’ anno 1718 - pg. 54-55, Bagno a Ripoli 2000 , estratto da ASF--Corporazioni Soppresse n.970

G.Ciampoltrini, Preistoria e Protostoria tra Valdarno e Valdera p126 e p.148 – Pontedera 2003

M.Bartoli, Quattro chiacchiere sulla Storia di Peccioli – Peccioli 1973

F.Trombi, Il castello di Peccioli e il suo territorio nei secoli XIV-XVI-le istituzioni, l’insediamento, la proprietà – Pisa 2000 ;

C.Cresti, la Toscana dei Lorena 

ASPi, Fiumi e Fossi, n.2145, n.2146, n.2150 , n.2157, n.2158 , n.2159 .

ASPi, Corporazioni Religiose Soppresse, n.206

ASPi, Diplomatico Padricelli,1449 aprile 2

ASPi, Fiumi e Fossi, La pianta regolatore del corso del Roglio dal Mulino Riccardi fino allo sbocco nel Carfano(Carfaro) redatta nel 1757 ;

ASPi, Fiumi e Fossi, Piante viabilità Podere la Torre.

   

 

 

 

 

  

 È vietata la riproduzione, anche parziale, delle pagine di questo sito salvo richiesta agli autori. Gli Enti e le persone dei quali sono pubblicati testi e/o immagini possono, invece, farne l'uso che ritengono più opportuno