"LA NAZIONE" 2004
NUOVE
SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NEL TERRITORIO COMUNALE
PECCIOLI – La sezione
territoriale del Gruppo Archeologico Tectiana, da poco costituitasi nel
nostro comune, ha intrapreso delle indagini archeologiche di superficie in
varie località della zona, con l’intento di scoprire e far conoscere ai
suoi abitanti le proprie origini. Tra gli obiettivi alla base delle
attività del gruppo stanno la tutela e la valorizzazione del patrimonio
culturale nonché l’interesse ad approfondire le conoscenze relative
alle frequentazioni che si sono succedute nel nostro territorio,
sfruttando indagini sul campo, ricerche archivistiche e tradizioni orali
che ancora oggi persistono nelle memorie dei nostri nonni. La
nostra sezione, sostenuta dal Comune di Peccioli e coordinata da Aldo
Zucchelli e di cui fanno parte laureati in archeologia, studenti e
appassionati della materia, conta attualmente trentadue membri, che
dedicano il loro tempo libero, con passione e costanza, alla ricostruzione
del proprio passato. Da
qualche mese è iniziata una ricerca di superficie, con l’autorizzazione
della Soprintendenza Archeologica della Toscana nelle persone del
Direttore Responsabile di Zona Dott. Giulio Ciampoltrini e
dell’Ispettore Onorario Prof. Giuseppe Mostardi, nella località di
Colle Mastarola (Foto 1), nei pressi della frazione di Ghizzano, le cui
fonti storiche, sebbene scarse, sembrano attestare la presenza di una
chiesa a partire dall’anno 1127. Le stesse fonti fanno risalire la
soppressione di tale chiesa al 1512, per volere di Papa Giulio II che
trasferì i suoi beni al capitolo della Collegiata di S. Lorenzo di
Firenze, ma ulteriori frequentazioni del colle si sono succedute fino ai
nostri giorni.
Grazie
alla grande disponibilità dell’attuale proprietario del terreno, il
signor Sandro Cioni, alla gentilezza delle persone che abitano proprio di
fronte al colle da noi indagato, e a un fruttuoso sopralluogo, le indagini
sono continuate portando in luce un lacerto murario (Foto 2),
probabilmente pertinente alla chiesa di cui parlano le fonti, un tratto di
pavimentazione e resti scheletrici umani (Foto 3) che fanno ipotizzare, in
accordo con le fonti orali del luogo, la presenza di una zona cimiteriale.
Tra i reperti affiorati in superficie si contano due calotte craniche, una
delle quali presenta tracce di una ferita di freccia o pugnale. A questo
proposito sono intervenuti Carabinieri e Polizia Municipale, che hanno
accertato l’antichità dei reperti e hanno autorizzato la prosecuzione
dei lavori. I frammenti ceramici rinvenuti sinora si collocano
perfettamente all’interno dell’arco cronologico fornito dai documenti.
Le
ricerche future si propongono di capire se la località, che sicuramente
fino al XIV secolo si trovava sotto il dominio di Castelfalfi, era, come
quest’ultimo, di origine longobarda, e se la zona oggetto delle ricerche
possa essere stata interessata dagli scontri che si verificarono alla fine
del VI secolo in tutta la Valdera, tra le milizie longobarde del Ducato di
Lucca e quelle bizantine della civitas di Volterra.
G.A.T.P.
PECCIOLI NOTIZIE 2005
Peccioli
tra storia arte archeologia e cultura
Gruppo
archeologico tectiana sezione di Peccioli
Il
Gruppo Archeologico Tectiana nasce in Valdera nell’anno 1995 sotto la
guida del prof.Giuseppe Mostardi, oggi Ispettore Onorario della
Soprintendenza Archeologica della Toscana e vice direttore nazionale dei
Gruppi Archeologici d’Italia. Nella sua primitiva formazione, il Gruppo
aveva un unica sede a Capannoli, all’interno della Villa Baciocchi.
Successivamente, anche per la diversa residenza anagrafica dei soci e per
l’interesse archeologico da applicare nei propri Comuni di residenza,
furono aperte le sezioni di Chianni, Terricciola, Palaia, Laiatico,
Pontedera, Ponsacco.
Nel
2001 fu fondata la sezione di Peccioli che oggi conta una trentina di soci
e che si caratterizza per l’eterogeneità formativa di essi: laureati in
archeologia, storia dell’arte, architettura o in altre discipline
umanistiche, laureandi e studenti in discipline storiche, archeologiche ed
artistiche e semplici appassionati (che in genere hanno sempre una buona
conoscenza del territorio pecciolese e della storia locale).
Questa
varietà ha portato alla “convivenza” in seno al gruppo di due filoni
tematici, uno classico “archeologico” e l’altro di tipo “storico-archivistico e
artistico-documentale”. Troviamo così tra le attività svolte,
gli scavi archeologici di Fonte Rinaldi (localizzato dopo l’abitato di
Cedri in direzione di Iano) e Santa Mustiola(ubicato dopo Ghizzano in
direzione Castelfalfi), le ricerche documentarie compiute presso gli
Archivi di Stato di Pisa e di Firenze, l’inventario dei beni artistici
della Pieve di S.Verano ed altre ricerche ancora in corso.
Infine
tra le finalità che ci prefiggiamo sicuramente la più difficoltosa per
un gruppo di “volontari”,è quella di “stimolare” le Istituzioni
(Comune, Soprintendenza, Curia Vescovile, Parrocchia) ed i cittadini,
nella valorizzazione e nella conoscenza dei beni culturali presenti nel
nostro territorio, degli avvenimenti storici, della toponomastica, delle
casate nobili, e possidenti o degli Enti pubblici e religiosi che erano
presenti a Peccioli, ecc. Siamo quindi aperti e desiderosi di contributi
di studiosi, cittadini e saremo contenti di avere nel Nostro gruppo nuovi
soci, per poter meglio proseguire sia le indagini archeologiche, sia le
ricerche storico-artistiche e documentarie avviate ed iniziarne di nuove.
A
questo articolo ne seguiranno altri 6 che dovrebbero avere una cadenza
bimestrale, tesi a far conoscere le attività svolte fino ad oggi, che
speriamo possano appassionare i lettori quanto hanno affascinato noi.
Riguardo al “filone archeologico”, saranno esposti i risultati
raggiunti fino ad ora nei due scavi autorizzati dalla Soprintendenza
Archeologica della Toscana, nella persona del Dott. Giulio Ciampoltrini
Direttore Responsabile di Zona, nella località Colle Mustarola
a Ghizzano (le indagini proseguiranno anche durante l’inverno) e
a Fonte Rinaldi di Cedri (scavo concluso il giugno scorso).
Sulla parte
storico-artistico-documentale saranno divulgati gli studi svolti su
Catignano di Peccioli, sul patrimonio inventariale della Pieve di S.Verano,
sul cimitero di Piazza Domenico da Peccioli e sui Terzieri (ossia gli
antichi Rioni pecciolesi).
Per
informazioni su attività o argomenti di tipo:
o
”archeologico” - contattare il
coordinatore di sezione Aldo Zucchelli tel. 340 3760985 o l’archeologa
Dott.ssa Elisa Piludu tel. 347 9924571.
o
“storico-artistico-documentale” -
si
invita a visitare il sito internet:
www.isbrigatodapeccioli.it
Gruppo
Archeologico Tectiana
Sezione di Peccioli
Elisa Piludu, Mauro
Montagnani
IL TIRRENO
C’era
una volta a Peccioli la Fattoria Salviati...
Breve storia della Tenuta
ex Gaslini
(com'era la fattoria)
Sono
in corso alcune ricerche di archivio per ricostruire l’evoluzione
storica delle proprietà ex- Gaslini acquistate recentemente
dal Comune di Peccioli. Lo studio si propone di individuare i
passaggi di proprietà in un arco temporale di circa 600 anni, dal 1400 ai
giorni nostri. Verrà inoltre
ricostruito l’aspetto economico, analizzando la realtà sociale del
contesto agricolo che ha fatto da sfondo a queste vicende.
Con le
notizie che già conosciamo possiamo ricostruire a grandi linee i
principali avvenimenti di questo periodo. Alla fine del ‘400 sappiamo
che molti terreni della fattoria appartenevano a Piero di Alamanno
Salviati di Firenze. Nel 1565 un’altra Salviati, Maria, madre di Cosimo
I de’ Medici, donò la fattoria con
tutte la “appartenenze” a Sforza Almeni, come ricompensa per la sua
attività di consigliere del Granduca. Lo stemma di questa famiglia è
ancora visibile nel Palazzo di via Carraia. Gli Almeni tennero la fattoria
per circa 200 anni, fino al 1764, anno in cui l’ultimo esponente della
famiglia Giuseppe Gaetano Gaspero morì. Tutti i beni furono così
incamerati dal Fisco granducale che gestì la fattoria tramite un
commissario fino al 1776. Successivamente fu comperata dal figlio di un
ricco commerciante originario di Vitrolle in Provenza che da tempo si era
stabilito a Livorno, Giovanni Filippo Berte.
I Berte
ottennero nel 1763 l’iscrizione alla nobiltà Pisana e nel 1775 il
Granduca Pietro Leopoldo concesse loro il titolo di Marchesi.
Fu in questi
anni che il Marchese Berte ampliò molto la fattoria acquistando i terreni
e le case prima compresi nella proprietà del
Regio ‘Spedale di Santa Chiara di Pisa (ex “’Spedale novo”)
il quale aveva sede nel palazzo in via del Carmine, dove possiamo ancora
vedere lo stemma.
Nella prima
metà dell’Ottocento, quando si estinsero i Berte, le proprietà
passarono a un nipote della consorte dell’ultimo esponente della
famiglia, Edoardo Dufour, che ebbe l’obbligo di mantenere anche il
cognome Berte. I Dufour Berte furono i possessori della fattoria finché
la proprietà non fu trasferita all’Istituto Italiano Fondi Rustici.
Successivamente
i terreni confluirono nella proprietà della Fondazione Gerolamo Gaslini
nata nel 1938, poco dopo la
creazione a Genova dell’Istituto dedicato alla figlioletta di Gerolamo, Giannina.
La storia
recente ha visto il nostro comune acquirente di tutti i beni compresi
nella fattoria. Per approfondimenti: bertini@isbrigatodapeccioli.it
www.isbrigatodapeccioli.it
Andrea
Bertini, Francesca Papini
Tectiana
Peccioli
PECCIOLI NOTIZIE 2006
Catignano
Sintetiche
righe di ricerca
La ricerca su Catignano è iniziata
consultando notizie contenute in libri e raccolte di storia locale.
E’ del 800 una donazione che l’imperatore
Carlo Magno fece a Papa Alessandro I riguardo a “una Corte di Catignano posta
nel territorio
lucchese e volterrano”.
Risale al 4 Gennaio 853 una proprietà della
Pieve di S.Giusto di Padule“in
località detta di Catignano, di fronte al fiume Roglio”.
Le visite pastorali del 1423 e 1427 censivano
tra le chiese della Propositura di S.Verano la Chiesa di S.Jacopo di Catignano.
Nel Quaderno Pecciolese di Francesco
Trombi “Il castello di Peccioli e il suo territorio nei secoli
XIV-XVI-le istituzioni, l’insediamento, la proprietà”, Catignano
è ricordato numerose volte, e in particolar modo in un atto del 1425 in
cui Francesco del Fu Lando da Catignano ed il fratello Cecco si dividono
la “metà della torre murata a mattoni in Catignano”.
Il nome Catignano è attribuito anche al
casato da Catignano, nobile
famiglia potente in Peccioli.
In un documento inedito dell’Archivio di
Stato di Firenze, risalente al 1450, riguardante i beni della Badia
di San Cassiano di Carigi, poi passati di lì a poco alle Monache del Paradiso di Firenze, si trova scritto la
Badia in Piandicatignano .
L’ubicazione della Badia in Piandicatignano
ci suggerì di fare una ricognizione intorno al podere Badia e nella
pianura a nord di Peccioli, tra i poderi Casa a Frati, la Torre, Santa
Barbara e Fogliano.
Durante il sopralluogo sul podere di Santa
Barbara, si notò sul lato che prospetta la via comunale, la presenza
nella muratura di blocchi di pietra arenaria, molto simili ai paramenti
murari delle pievi romaniche o delle dimore signorili fortificate.
L’ipotesi è quindi che questa possa essere la chiesa di S.Jacopo sopra
citata, data la somiglianza delle murature con le pievi di S.Verano, del
Pino e di Fabbrica. Inoltre, in alto, è inserita una nicchia con dipinta
una“Madonna addolorata”,quasi a ricordare l’antico uso religioso
. Allo stesso tempo l’edificio potrebbe non
essere stato una chiesa ma la residenza fortificata della famiglia Da
Catignano, vista l’assenza di decorazioni lapidee, di monofore e dell’abside.
Forse un saggio archeologico potrebbe chiarire definitivamente la funzione
originaria.
Si iniziò quindi la ricerca presso
l’Archivio di Stato di Pisa, ed ad oggi sono stati censiti 103 toponimi
con il nome “Catignano”. Tra questi i più interessanti sono: Torre
in Catignano e Catignano
sotto la Torraccia, ed i proprietari risultavano Marchesi Riccardi,
Monache del Paradiso, cav.
Sforzo Almeni, cav. Camillo Maffei .
L’ipotesi conclusiva della ricerca è :
-
La torre del documento datato 1425 è
probabilmente la stessa dei toponimi “Torraccia” e “la Torre”,
ubicati nei pressi del “podere la Torre”;
-
La chiesa di San Jacopo, qualora fosse
confermata la sua identificazione con parte del podere di Santa Barbara,
sarebbe stata relativamente vicina alla torre a mattoni di Catignano ;
-
il podere della Torre fino al 1500 aveva la
funzione “di crocevia” tra due importanti strade:
a)
la via comunale nord-sud da Peccioli a
Pontedera-Ponsacco-Firenze ;
b)
la via comunale est-ovest, tra il guado sul
fiume Era nei pressi del podere di S.Lazzaro, la “strada maestra
Pisana” ed il guado sul torrente Roglio e la strada per
Legoli-Volterra-S.Vivaldo.
Era
quindi plausibile che in prossimità di questo crocevia fosse localizzata
una torre di guardia o un piccolo castello fortificato.
Mauro
Montagnani
Gruppo Archeologico Tectiana-Sezione di Peccioli
IL
FOGLIACCIO n.241 del 9 FEBBRAIO 2007
Tracce di passato
Peccioli
Il mito dell’avventuroso, simpaticissimo, inarrestabileIndiana Jones è ben saldo nell’immaginario collettivo di
tutti gli stupefatti cinefili che hanno seguito con passionela saga del celeberrimo archeologo. Tuttavia è inutile piangere
sui fotogrammi già girati, basta voltare pellicola per scoprire che a due passi da casa nostra ungruppo di 30
ragazzi guidati dal coordinatore Aldo Zucchelli è in grado di scovare tracce romane insospettate, aprire uno scavo o
ricostruire la storia segreta della vecchissima campana del campanile
Bellincioni. Sono solo alcune delle attività e degli obbiettivi degli archeologi che fanno parte del gruppo
Tectiana di Peccioli che oltre ad avere inaugurato nel 2004 lo scavo in Santa Mustiola, ne ha aperto un altro a Cedri
presso il podere Fonte Rinaldi dove sono stati rinvenuti resti consistenti di un piccolo castello
medievale conteso tra Firenze e S. Miniato ed importanti opere in ceramica.
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