Associazione culturale Tectiana,   ricerche storiche  per  un contributo alla memoria della Valdera e per la valorizzazione dei beni culturali   

Volontariato per la cultura locale

Gli stemmi gentilizi nei palazzi di Peccioli
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Premessa

Tutti i manufatti trattati nelle ricerche pubblicate in queste pagine sono protetti dalla legislazione a tutela delle cose di interesse storico artistico, quindi anche se sul luogo dove esse sono posizionate non vige il vincolo della soprintendenza, ogni oggetto che appartiene a questa categoria è tutelato dalla seguente legge,  che sia di proprietà pubblica o di proprietà privata.

Normativa per il restauro del materiale lapideo   (NOR.MA.L.)


 

 

Sommario

  • Introduzione sugli stemmi

  • Metodo dati

  • Localizzazione    

  • Schede

 

Introduzione

Percorrendo le strade e i chiassi del  paese  non facciamo caso  a quanta storia  tuttora è visibile, in effetti non è  semplice selezionare cronologicamente strutture che hanno assorbito da mille anni gli eventi sociali. Solo un'attenta osservazione, e magari  un occhio allenato dall'interesse può aiutare a riconoscere molti dettagli seminascosti che riportano alle antiche vicende. Le antiche proprietà, di famiglie Pisane prima, e Fiorentine dopo. Tra queste, alcune hanno contribuito alla storia non solo locale ma universale, partecipando con alcuni loro esponenti  ad avvenimenti quali le crociate, le guerre d'Italia, le guerre contro i Turchi. Iindirizzando l'attenzione   verso le strutture, si possono riconoscere i tratti  caratteristici delle fortificazioni, un muro molto più spesso del normale ci indica  che probabilmente l'edificio era adibito ad un uso militare, lo stesso uso che avevano nell'ambiente urbano le case torri, le quali impersonavano le lotte tra famiglie che in epoca feudale si trasformavano  in vere e proprie guerre. Un elemento nel quale si distinguevano le varie casate è senza dubbio l'arme ovvero lo stemma. In essa si concentrava tutta la rappresentazione iconografica  della potenza familiare, delle sue imprese, e delle sue parentele, come ha scritto un famoso autore "un' autentica espressione di boria". E’ l'araldica, che originariamente non nasce per ostentare dei segni vanagloriosi di nobiltà e di privilegio, ma per pura e semplice necessità di riconoscimento.  L'araldica  si sviluppa con la cavalleria ,  ebbe infatti la sua massima espressione nelle crociate, quando i crociati arrivarono in Terrasanta compresero che non era possibile mantenere la sola distinzione della croce per tutto l'esercito.

Si rendeva necessario quantomeno distinguere i corpi dell'armata per nazionalità e così i vari eserciti assunsero la croce diversamente colorata: quello italiano l'ebbe azzurra; quello tedesco nera od oro; quello francese rossa (e poi bianca); quello inglese bianca (e poi rossa); i fiamminghi ed i sassoni verde.

Ma anche queste differenziazioni nelle insegne si rivelarono presto insufficienti, poiché nel turbinio della battaglia i cavalieri, armati di tutto punto, erano irriconoscibili, mentre necessitava, con sicurezza, individuare quali cavalieri si distinguevano per coraggio, o quelli che evitavano il combattimento per viltà.

Si dipinsero allora dei particolari segni distintivi per ciascun cavaliere, il quale da quel momento sarebbe stato identificato per mezzo delle insegne che portava nel suo scudo, sull'elmo come cimiero, sulla sopravveste e sulla gualdrappa del proprio cavallo.

Per far ciò si adottarono gli antichi segni che esprimevano le famiglie, cioè quei simboli che ancora non costituivano un'arme, creando così un legame indissolubile tra il cavaliere ed il suo simbolo; un binomio che diede origine all'araldica, la quale venne a porre ordine in un complesso e variopinto universo simbolico costituito da una miriade di smalti, di pezze, di figure, per lo più fantastiche, e di partizioni o suddivisioni del campo dello scudo.

 Gli stemmi non avevano solo un significato militare, successivamente, ed in special modo in epoca mercantilista (età moderna) indicavano in alcuni casi anche la potenza economica, con un preciso simbolo iconografico a rappresentare   i prodotti che facevano  la fortuna commerciale della famiglia. Molteplici sono gli esempi, di stemmi parlanti, così si indicano quelli la cui iconografia indica esplicitamente il cognome o le caratteristiche della famiglia, un gallo rappresentava la famiglia Galli, una pecora i Pecori di Firenze,una campana i Della Campana. Altri si arricchivano di simboli con l'evolversi delle imprese familiari, ad esempio riporto la descrizione fatta dal Ceramelli Papiani nella sua raccolta, sullo stemma dei Casanova, che a Peccioli hanno abitato il palazzo in via Lambercione (facciata in via del giardino). "L’arme di questa famiglia era gia un cane levriero ritto di color bianco col collare, in campo rosso, si dimostra che fu fatta aggiunta da Casanuova di Guido nell’anno 1537,  ponendo sotto il cane una torre con braccio fuori da una delle finestre di essa , e con chiave in mano, situata sotto la torre, sulle onde del mare si apprezza una nave da guerra , e ciò in memoria dell’impresa fatta da Giovanni batta in Casanuova fratello del sig Casanuova di guido che con una nave propria si impadronì di una torre dei turchi come tutti si legge in una iscrizione scolpita in pietra esistente sopra la porta del palazzo posto nel castello  di castagneto,  palazzo attenente a questa famiglia". A questa descrizione il Ceramelli Papiani dice: "Lo stemma vedilo nei libri d’oro di Pisa  perché troppo difficile da disegnare in questo loco" e sotto aggiunge: "piuttosto che costruirmi un simile stemma avrei restituito la torre ai Turchi”!!!

 

Metodologia e osservazioni

 

  

  La ricerca  ha come obbiettivo la identificazione della famiglia di appartenenza su ogni stemma leggibile. Il lavoro ha da subito presentato inaspettate difficoltà. Le varie raccolte presenti negli archivi di stato e nelle biblioteche da sole non danno risultati immediati , queste sono infatti incomplete, poiché molte famiglie si sono estinte e altre hanno mutato lo stemma per varie cause storiche. E' servito quindi un confronto incrociato tra le famiglie nobili patrizie e possidenti ,  e gli inventari catastali, riscontrando le effettive proprietà delle stesse nel paese. A questo proposito si è proceduto a costruire un database   che raccoglie i dati fondamentali di tutte le famiglie che in Peccioli hanno avuto rilevanti proprietà dal 1500 alla fine del 1700. Di ogni stemma sono state eseguite più riproduzioni fotografiche ravvicinate, in modo da poter analizzare anche i minimi particolari iconografici. La ricerca, grazie all'analisi ravvicinata e minuziosa degli stemmi, ha permesso  di osservare  lo stato di degrado dei materiali con cui sono costruiti. Un primo dato macroscopico emerso   ci dice che i manufatti in pietra arenaria (pietra serena, gonfolina, panchina volterrana) hanno subito maggiormente il degrado dovuto alle escursioni termiche, per la capacità che ha quel materiale di assorbire acqua (elevata porosità), meno degradati risultano i manufatti lapidei carbonatici (marmi e calcari) questi patiscono molto meno le escursioni termiche, (le gelate) mentre vengono fortemente aggrediti dagli acidi dispersi nell'ambiente dall'inquinamento urbano.

Gli stemmi sono  13 in totale, 1 risulta purtroppo illeggibile, 3 sono parzialmente leggibili, gli altri sono in parte identificati, e in parte ancora da identificare. In ogni scheda di valutazione è stata  inserita una fotografia  del manufatto e una veduta di insieme, di seguito  alcuni dati sui materiali con cui è costruito, lo stato di degrado con le eventuali descrizioni delle parti mancanti, la descrizione araldica e quella della decorazione. In alcuni casi  si è data una presunta datazione considerando valide le caratteristiche costruttive, eventuali cartigli sono stati riportati in modo leggibile e si è cercato di ricostruire le parole mancanti. A completare le schede è una raccolta generale di informazioni sulla famiglia rappresentata dallo stemma, in particolare le proprietà in Peccioli, i terreni , le imprese più importanti e i personaggi più in vista. Da tenere presente che gli stemmi spesso si differenziavano per colori, pur avendo la stessa forma, è così che i Lanfranchi Rossi di Pisa avevano lo stesso stemma (troncato in due)  dei Venerosi Pesciolini di Ghizzano, , la differenza sta nei colori delle due partizioni, di rosso I Lanfranchi, di nero i Pesciolini. Questo nelle nostre ricerche ci ha portato spesso fuori strada, poiché il colore è la prima caratteristica che viene corrosa dal tempo.   Per quanto riguarda il luogo dove sono istallati,  è emerso che gli stemmi analizzati risiedono nella loro originaria collocazione, meno uno che è stato utilizzato come materiale da costruzione, è da dire che gli stemmi in questione sono appartenuti alle famiglie che hanno avuto la proprietà del medesimo luogo di collocazione in una fascia cronologica inserita tra il XV° e il XVIII° secolo, ipoteticamente da fine 1400 a fine 1700, successivamente non si hanno esempi di stemmi istallati. Nel periodo antecedente al XV  secolo si possono collocare due stemmi, rispondenti per forma e tipologia agli stemmi caratteristici del medioevo, in questi casi  i dati sono molto scarsi e spesso indecifrabili. In questo prima parte abbiamo analizzato solo gli stemmi appartenuti a  privati cittadini, nobili patrizi e possidenti anche se l’ultimo abbiamo ipotizzato la possibilità che sia uno stemma civico, il lavoro si amplierà con l’analisi degli stemmi dei podestà nel palazzo pretorio, e  per esaurirsi con gli stemmi degli enti religiosi e civili e delle pietre datarie.   Anche  l'aggiornamento è quindi costante e va di pari passo alla scoperta di nuove notizie. In più di un caso abbiamo dovuto fare correzioni ai lavori già svolti, è quindi possibile che ipotesi di attribuzione siano in seguito accantonate per altre più certe. 

 

  Schede degli stemmi

 


 

 

Andrea Bertini, Mauro Montagnani                             

 

  

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