Associazione culturale Tectiana,   ricerche storiche  per  un contributo alla memoria della Valdera e per la valorizzazione dei beni culturali   

Volontariato per la cultura locale

Il culto di Santa Mostiola
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SANTA MOSTIOLA

Santa Mustiola, titolare dell'abbazia di Torri, fu una Martire di Chiusi in Toscana e viene ricordata insieme al Martire chiusino Sant'Ireneo. Ed è perciò a Chiusi che occorre cercare le tracce dell'antica devozione per questi Santi e soprattutto per Santa Mustiola.

Accenniamo per prima cosa alla loro storia, largamente leggendaria. Ireneo era nel III secolo un diacono di Chiusi, che dette sepoltura al corpo di San Felice, sacerdote di Sutri e  per questo venne arrestato. Gravato di catene, Ireneo fu costretto a correre davanti al carro del Prefetto Turcio, da Sutri fino a Chiusi. Poi incarcerato, venne pietosamente visitato e soccorso da Mustiola, donna di illustre casato, che la tradizione indica come cugina dello stesso Imperatore Claudio. Saputo di quelle visite, il Prefetto fece arrestare anche la cristiana Mustiola, ordinandole di comparire in giudizio. Quando la donna apparve in tribunale, il Prefetto restò colpito dalla sua bellezza. Tentò di sedurla chiedendole di sposarlo e al rifiuto di Mustiola sfogò la sua rabbia sui prigionieri cristiani,  torturandoli sotto gli occhi di lei e accanendosi in modo particolare contro il diacono Ireneo, che spirò sotto i tormenti. Più tardi, anche a Mustiola fu recisa la testa dal deluso pretendente e crudele persecutore. Si può notare che questo racconto agiografico, simile a molti altri, ha scarso valore storico. Rimane storicamente importante l’antichità del culto tributato nella zona di Chiusi alla Santa, chiunque ella fosse e in qualsiasi modo sia avvenuto il suo martirio.

Le sue reliquie si trovano oggi nella cattedrale di Chiusi, in una tomba del '700. In altri tempi però, si trovavano in una tomba assai più antica, celata nell'oscurità delle Catacombe della città. Alcune di esse, costruite in tempi romani e usate come sepoltura dai cristiani, sono intitolate proprio a Santa Mustiola, ed è qui che il suo corpo è stato conservato nei secoli, in una tomba che ancora si può vedere, con la sua epigrafe, più eloquente di qualsiasi leggenda.

 

Esiste anche nella leggenda un fatto che attesta una ipotetica connessione con il nostro territorio : “La Guerra dell'Anello”.  Il Santo Anello era una reliquia che si conservava da tempo nella Città di Chiusi nella chiesa di S. Francesco e si riteneva che fosse servito allo sposalizio della Vergine Maria con San Giuseppe. Il frate agostiniano Wintero nel 1449 rubò la reliquia custodita nel convento dei frati di Chiusi e la depositò in mano dei perugini. Papa Sisto IV si intromise nella guerra distogliendo l'attenzione dei chiusini con il felice ritrovamento del Corpo di Santa Mustiola.
Giovanni da Filicaja signore del  castello di Figline nei pressi di Montaione (1452), rinominato poi "Al Filicaja", Damaso Dei (i Della Dea in questo periodo vengono chiamati Dei) si adoperò diplomaticamente per la restituzione del Santo Anello dalla città di Perugia a quella di Chiusi. Fu  il fratello di questi, Anton Felice Dei, Capitano Generale del Popolo di Chiusi, a muovere guerra a Perugia per il furto dell'Anello. L'Anello rimase a Perugia dove è tuttora custodito all'interno della Cattedrale. 

 

 

 

 

  

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